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08.11.2018

Crollano le mura,
ferita al cuore
di Rovato

Un ammasso di pietre: così è ridotto il tratto collassato delle antiche mura venete di RovatoIl crollo si è verificato nel cuore del centro storico di Rovato: un miracolo che non ci siano state vittime
Un ammasso di pietre: così è ridotto il tratto collassato delle antiche mura venete di RovatoIl crollo si è verificato nel cuore del centro storico di Rovato: un miracolo che non ci siano state vittime

Una ferita al cuore per il centro storico di Rovato, dove ieri nel tardo pomeriggio è crollato un ampio tratto delle antiche mura venete, forse in seguito a infiltrazioni d’acqua dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi. Nella parrocchiale di Santa Maria Assunta si era appena concluso un funerale, quando alle 16,40 un rumore cupo ha fatto sussultare il paese: in pochi hanno visto con i loro occhi franare su piazza Montebello le pietre del muro di cinta della proprietà parrocchiale, ma tutti hanno sentito il boato.

NELLA PIAZZETTA, sul tratto finale di via Castello all’innesto in piazza Cavour, di solito usata come parcheggio, fortunatamente non c’erano in quel momento persone o vetture. L’allarme ha fatto arrivare Vigili del fuoco, Polizia locale, Protezione civile e tecnici del Comune. La massa di terra e pietre più che a un crollo, fa pensare a una frana, lunga una quindicina di metri, ai piedi del torrione di proprietà privata. Dalla frana, ricoperta da un telo di plastica per preservare i resti delle mura antiche dal dilavamento della pioggia, emerge profilo il biancastro che fino a ieri era ricoperto dai sassi che si inserivano nelle mura venete, e che segnano il confine della proprietà dove si trova l’abitazione del parroco, a pochi metri dalla cappella dei Disciplini.

L’AREA COINVOLTA è stata cintata con il nastro bianco rosso, che ha tenuto a distanza i curiosi. La pioggia insistente che aveva già provocato danni in tutta Rovato, che il Comune stima in 4 milioni di euro, è probabilmente la causa del cedimento di ieri pomerigio. La parrocchia, pochi anni fa aveva, sostituito la copertura della chiesa prevenendo possibili danni al suo interno, ma le diverse proprietà che confluiscono su quel tratto hanno impedito di pensare anche alle mura. «Vedremo domani l’entità esatta del danno - ha spiegato il prevosto Don Cesare Polvara, che con il curato Don Gigi si è recato allarmato sul posto -. Credo che la situazione dovrà essere visionata anche dalla Soprintendenza. Eravamo in chiesa quando è successo e per fortuna sotto non c’erano neppure automobili parcheggiate. Ma per tutti noi la visione delle mura crollate è stata uno spettacolo sconcertante».

Giancarlo Chiari
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