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05.11.2017

Giallo del barista scomparso:
spunta la pista della droga

Un fermo-immagine dalla trasmissione televisiva «Quarto grado»Lo scomparso Roberto Bracchi
Un fermo-immagine dalla trasmissione televisiva «Quarto grado»Lo scomparso Roberto Bracchi

Sembra aprirsi una piccola breccia nel fitto mistero che avvolge la sorte di Roberto Bracchi, il barista di Monticelli Brusati sparito nel nulla da 4 anni. L'inchiesta aperta con l'ipotesi di reato di omicidio si è sovrapposta ad una recente indagine su un traffico internazionale di droga.

LA CIRCOSTANZA, già emersa nei giorni scorsi, è stata confermata dalla trasmissione «Quarto Grado» andata in onda l’altra sera su Rete 4. La soluzione del giallo sarebbe nascosta nelle ombre emerse dietro l’esistenza solare di Roberto Bracchi. Gestiva il bar Giardino - la sua abitazione era proprio sopra il locale - amava giocare a biliardino e la bicicletta, ma soprattutto conduceva una vita normale.

Almeno in apparenza. Almeno fino al 15 novembre del 2013, quando Bracchi esce di casa per andare a Rovato a fare acquisti per il bar. La sua macchina, una Bmw nera, viene ritrovata intorno alle 2 di notte, chiusa, in un parcheggio isolato di Travagliato. All’interno numerose tracce di fango. Sul tappetino del conducente e nel bagagliaio l’esame del luminol rileva tracce di sangue. Il cellulare è sotto il freno, le chiavi di casa sul sedile. Di lui però nessuna traccia.

Le indagini si concentrano subito sulle frequentazioni di Bracchi e su un probabile giro di droga all’interno del locale. Fatto che viene confermato anche dal ritrovamento di una valigetta. È il fratello Bruno Paolo a scoprirla sotto il letto della vecchia camera di Roberto, a casa della madre.

Dentro ci sono 2,5 chili di marijuana, 10 grammi di cocaina, 3.500 euro e un bilancino. I carabinieri, dopo il ritrovamento della valigetta, perquisiscono il bar, dove è nascosta altra droga, e l'appartamento, nel quale mettono le mani su una lista con l'elenco di persone che devono complessivamente 35 mila euro a Roberto.

DOPO QUATTRO ANNI le indagini per omicidio non sono chiuse. La persona intorno alla quale ruota tutto il mistero al momento sembra essere la socia in affari - ed ex compagna - di Roberto Bracchi. La sola persona che l’uomo chiama più volte al telefono quella mattina, ma non risponde. La ex socia di Bracchi, che al momento della scomparsa di Roberto aveva dichiarato di voler uscire dalla società in cambio di 50 mila euro di buonuscita (accordo che doveva essere formalmente sottoscritto il lunedì successivo alla misteriosa scomparsa del barista), a maggio di quest’anno è stata fermata al casello di Ospitaletto, in compagnia di un albanese, con un chilo di cocaina in auto. Dopo un periodo di detenzione ha ottenuto i domiciliari. Nei giorni scorsi è stata nuovamente incarcerata e, da venerdì, è di nuovo ai domiciliari. La Bmw intestata alla società, una volta dissequestrata è stata consegnata all’ex socia e subito rivenduta a un moldavo. «Nonostante sia passato parecchio tempo, vale la pena di tentare di recuperarla e di fare nuove analisi su quella che potrebbe essere la scena del crimine», ha spiegato in tv l’ex generale dei Ris Luciano Garofalo.

Roberto Bracchi avrà cercato la salvezza nella fuga o è rimasto vittima della sua seconda vita? Quel che è certo, per ora, è che i familiari, dopo quattro anni, non hanno ancora avuto risposte.

Cinzia Reboni
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