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lunedì, 19 novembre 2018

Il blitz dell’Ats
rovina «Erbusco
in tavola»

«Erbusco in tavola»: nello scenario dei più bei palazzi di Erbusco una cena gourmet per beneficenza

«Questa rischia di essere la fine di Erbusco in tavola», è lo sfogo del sindaco Ilario Cavalleri, dopo il «blitz» degli ispettori sanitari dell’Ats alla rassegna gastronomica che si è tenuta venerdì nei cortili dei più bei palazzi del paese, con gli chef di ristoranti tra i più prestigiosi della zona, per raccogliere fondi da destinare in beneficenza. UN CONTROLLO sanitario che per tempi e modi ha lasciato increduli: sei ispettori, con duemila persone già in fila per cenare, hanno misurato le temperature dei casoncelli e del baccalà, controllato pentole e contenitori, scrutato ogni minimo dettaglio alla ricerca di infrazioni, anche minime, da sanzionare. Più che un regolare controllo l’impressione è stata quella di una vera e propria «retata». Cosa che stride con il prestigio e con le finalità benefiche della manifestazione: «Con 1200 ticket venduti all’apertura della prenotazione - ricorda il sindaco Cavalleri - la manifestazione doveva essere un successo. Ma c’è amarezza per il metodo di intervento dei sei ispettori mandati dall’Ats. Sono arrivati alle 17,30 con un camper, quindi hanno proceduto con prelievi e controlli dalle 19,30 alle 22,30, allungando le code per il pubblico e rendendo molto complicato il lavoro degli operatori, chef e personale dei nostri migliori ristoranti, che si erano prestati alla serata benefica». LA MANIFESTAZIONE è blasonata: alle prime edizioni partecipò il grande Gualtiero Marchesi, lo scenario è magnifico, i menù da gourmet. Ma qualcosa è andato storito: «L’Ats - racconta il sindaco Cavalleri - ha fatto contestazioni per me incredibili, come la temperatura del baccalà e persino la scelta di scrivere i menù a mano». Cavalleri continua: «Dopo tredici edizioni, alla gioia di ospitare un simile evento si contrappone l’amarezza, costatando i tempi e i modi con cui l’Ats ha effettuato i controlli nella serata. Premessa la assoluta legittimità dell’intervento di Ats, che è l’autorità sanitaria e che in quanto tale non contestiamo, ha destato amarezza e dispiacere come sono state effettuati i controlli. Un metodo assai poco collaborativo nei confronti di organizzatori e operatori. Un metodo - si sfoga il sindaco - apparso teso più alla “repressione” che all’educazione sanitaria, che non teneva conto del contesto, causando disagio operatori e partecipanti». IL SINDACO non ci sta: «Erbusco in Tavola non è una sagra di paese, come spesso se ne vedono nei nostri territori, che impegna semplici volontari, ma un percorso che ha per protagoniste le eccellenze enogastronomiche, con ristoratori e cantine pluridecorati per la qualità, che hanno fatto la storia della Franciacorta, già sottoposti ai regolari controlli, durante l’anno, da parte della stessa Ats». «Questi professionisti - conclude il sindaco - partecipano a “Erbusco in Tavola” in maniera del tutto gratuita, sposando sia le finalità di promozione territoriale, che quelle benefiche dell’evento. I controlli d venerdì non hanno trovato impreparati organizzatori e ristoratori, ma hanno rallentato e in qualche caso ostacolato lo svolgimento della serata. La tutela sanitaria stanno a cuore a tutti, ma c’è modo e modo». •