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10.08.2017

Il calore delle
fonderie nelle
case di Castegnato

La Cogeme ha seguito la gestazione del teleriscaldamento
La Cogeme ha seguito la gestazione del teleriscaldamento

Dal prossimo autunno, il teleriscaldamento di Castegnato non sarà più alimentato dal gas, ma dal calore recuperato dall’attività delle fonderie Reboldi. Il progetto curato dall’Amministrazione civica seguendo la linea tracciata dagli esecutivi del passato, è stato presentato nel corso del Consiglio comunale dall’ingegnere Paolo Tarantino, tecnico di Cogeme, che ha seguito l’operazione- teleriscaldamento fin dalla sua origine.

QUANDO DIECI ANNI FA, nel 2007, l’Amministrazione comunale di Castegnato decise di dare avvio ad una propria rete a partire da tutte le utenze comunali e da estendere a nuovi piani di recupero e lottizzazioni, abolendo tutte le singole caldaie, il progetto fu ampiamente e in dettagliatamente valutato con Cogeme sia sotto l’aspetto tecnico e di fattibilità, sia, cosa prioritaria e che aveva motivato la decisione, sotto l’aspetto ecologico-ambientale.

Il progetto, il primo completo in tutta la provincia dopo quello del capoluogo, partì mettendo in rete, con una unica centrale termica delle scuole elementari opportunamente adeguata, il municipio, gli ambulatori medici, il centro sociale con il bocciodromo, le scuole elementari, medie e materna statale, la palestra polivalente ed il centro tennis.

SEGUIRONO, DAL 2009, le nuove lottizzazioni ed i piani di recupero con lo studio e la realizzazione della centrale di Teleriscaldamento cogenerativo utilizzando il gas, con recupero del calore per generare energia elettrica. Contemporaneamente all’entrata in funzione della centrale, sempre d’intesa tra l’Amministrazione comunale e Cogeme, si è valutata la percorribilità dell’utilizzo di altre fonti di energia, alternative al gas.

Nel 2011 furono valutati i risultati delle ricerche sismiche a massa battente e vibrante per l’individuazione di fluidi geotermici da abbinare alla centrale di cogenerazione, Le indagini geotermiche arrivarono una a 1500 e l’altra a 3 mila metri di profondità, ma il progetto fu giudicato non fattibile per il non sfruttamento diretto della risorsa che avrebbe avuto costi troppo elevati.

L’anno successivo fu valutata la fattibilità tecnica ed economica per l’abbinamento con pompe di calore ad alta temperatura alimentate da fluido geotermico profondo e solare termico proposta ritenuta anch’essa non fattibile dal punto di vista costi-benefici.

NEL 2013 uno studio verificò la fattibilità tecnica ed economica per il recupero energetico dalla centrale termoelettrica a biomassa di Rodengo Saiano e l’anno successivo la fattibilità tecnica recupero energetico da Aso Siderurgica, giudicato non fattibile dal punto di vista energetico.

La svolta c’è stata nel 2015 quando sono iniziati gli studi di fattibilità tecnica ed economica recuperi reflui dalle Fonderie Reboldi; l’analisi si è conclusa lo scorso novembre con un giudizio di completa fattibilità. Da allora i tempi hanno subito una accelerazione: lo scorso febbraio il Consiglio di amministrazione di Cogeme ha approvato l’investimento ed il 24 aprile c’è stata la firma della convenzione. «L’energia annua che erogheremo all’utenza – ha spiegato Tarantino - considerando le utenze già allacciate al teleriscaldamento e quelle nuove previste fino al 2020 – sarà di circa 3700 MWh (MegaWattora) e di questi ne recupereremo circa 2800 dalle Fonderie Reboldi. Ci saranno vantaggi di classificazione energetica delle abitazioni ma avremo anche minori emissioni in atmosfera pari a circa 580 tonnellate anno di Co2 equivalente al consumo di 400 automobili percorrenti 10 mila chilometri l’una».

I LAVORIdi allacciamento tra la centrale teleriscadamento in via Risorgimento e le fonderie Reboldi in via Marco Biagi, località Pianera, si concluderanno a settembre. Seguiranno la connessione alla sottostazione di recupero termico, l’adeguamento hardware e software della centrale cogenerativa, le prove e i collaudi.

Giuseppe Orizio
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