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29.09.2017

Il lago restituisce un
cadavere. Per i
familiari è di Riccardo

Manca solo l’ufficialità del riconoscimento attraverso l’esame del dna, ma familiari e inquirenti hanno davvero pochi dubbi: il cadavere restituito ieri da lago di Iseo è quello di Riccardo Salvati scomparso nel nulla dalla fine di giugno: l’auto del 53enne era stata trovata sul lungolago di Marone. Le ricerche subacquee erano scattate subito e successivamente sospese. In questi giorni sarebbero dovute riprendere con l’ausilio di un robot di profondità, ma ieri è arrivato il tragico e per certi versi annunciato epilogo.

L’ALLARME è stato lanciato intorno alle 11.30 da due persone che avevano avvistato dalla strada un corpo riaffiorare dal lago, a circa 200 metri a sud dal punto in cui per giorni Riccardo era stato cercato. «Abbiamo notato qualcosa che galleggiava - raccontano - quindi ci siamo avvicinati con la barca. Si trattava del corpo di un uomo, con la faccia nell’acqua. Abbiamo subito allertato i carabinieri».

La brezza che spirava in quel momento sulla superficie del Sebino ha trascinato il corpo fino a riva, a ridosso dei due esercizi commerciali presenti sulla via Cristini. Sul posto sono giunti i militari della stazione, che hanno subito convocato i famigliari di Salvati. I Vigili del fuoco hanno provveduto al recupero ed al trasporto della salma alla spiaggetta Motta di Sale Marasino, dove è stato caricato sul furgone delle onoranze funebri Daffini.

LA SALMA È STATA Ricomposta alla camera mortuaria dell’ospedale Civile di Brescia, dove verranno effettuati gli esami per il riconoscimento. La scomparsa era stata denunciata dai fratelli, alcuni giorni dopo averlo visto per l’ultima volta. I sommozzatori - anche grazie ad una segnalazione di una testimone che aveva riferito di avere sentito il rumore di un tonfo in acqua in quella zona - avevano per giorni cercato le sue tracce nello specchio d’acqua antistante il Ristorante «A Lago» di Marone, senza mai venire a capo di nulla.

Quindi la sospensione delle attività, e la richiesta di fare intervenire la Protezione civile ed il Gruppo soccorso Sebino di Pisogne, specializzato nelle ricerche in profondità. Ma ora non serve più

Alessandro Romele
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