Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner o scorrendo questa pagina acconsenti all'uso dei cookie.
domenica, 18 novembre 2018

Campeggi di Clusane: è il canto del cigno

Tra Clusane e Pilzone sta per cambiare volto l’assetto turistico: campeggi a rischio scomparsa

Cambia vita il camping «Le Betulle», a Clusane. Non sarà più un campeggio. Lo ha comprato, rilevandone la proprietà da Guido Antonioli di Palazzolo, Domenico Bianchi, l’imprenditore che poco più avanti, verso Paratico, ha realizzato il villaggio turistico «Costa verde», meglio noto come «il villaggio dei rospi», perché è sorto su una porzione dell’approdo a lago che utilizzano i rospi bufo bufo quando, ogni primavera, scendono dal monte Alto per riprodursi in acqua. «LE BETULLE» era una delle 8 strutture «oper air» di Clusane e Pilzone che, in ottemperanza alle ordinanze di demolizione firmate dal Comune di Iseo su sollecitazione della Sovrintendenza, dovranno a ogni fine stagione rimuovere verande e roulotte per spostarle su apposite aree di rimessaggio. Quest’obbligo, contro il quale continuano a mobilitarsi i campeggiatori stanziali guidati da Angelo Moretti e Franceschino Vertemati, non si porrà più per il camping «Le Betulle». «Ho intenzione di ribaltare tutto», si lascia scappare Domenico Bianchi. Per fare cosa? E in quali tempi? Taglia corto lui: «Ho tante idee in testa, tutte ancora da vagliare. Di sicuro il campeggio sparirà. La trasformazione non avverrà dall’oggi al domani, anche perché il relativo progetto dev’essere presentato alla Sovrintendenza». LA NOTIZIA del cambio di proprietà l’ha diffusa a voce l’attuale gestore del campeggio: dal 1° ottobre si comincia a sbaraccare. Una novità che non solo ha gettato nello sconforto i campeggiatori che dovranno cercarsi una piazzola altrove, ma ha anche tagliato un po’ le gambe al movimento che si oppone all’esecuzione delle ordinanze comunali di demolizione. «Sono cinque anni che ci battiamo - racconta Angelo Moretti, portavoce dei campeggiatori stanziali e uno di coloro che dovranno sloggiare dal “Le Betulle” -. Spero che almeno per gli altri campeggi, visto che per il mio non c’è più nulla da fare, si trovi una soluzione di buon senso». I portavoce dei campeggiatori, Moretti e Vertemati, sostengono che rimuovere a fine stagione verande e roulotte, perché prive dell’autorizzazione paesaggistica (circostanza denunciata nel 2013 dalla Sovrintendenza, che ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica) condannerebbe alla demolizione la stragrande maggioranza degli allestimenti, che sono obsoleti e, una volta smontati, non sono più riassemblabili. A SOSTEGNO di questa tesi Moretti e Vertemati hanno promosso raccolte di firme e flash mob di protesta. Anche quest’anno hanno organizzato due sit-in davanti al Pirellone, due manifestazioni a Clusane e Iseo e un presidio sotto la sede della Sovrintendenza di Brescia. Il prossimo 18 settembre è in programma un ultimo flash mob a Milano davanti al Pirellone; «Chiediamo al governatore della Lombardia Attilio Fontana di modificare il quadro normativo con una legge in cui prevalga il buon senso - spiega Vertemati -. Nei nostri campeggi ci sono bambini, anziani, disabili. C’è un risvolto sociale che va tenuto presente. Il rischio è che si faccia invece terra bruciata». •