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11.09.2018

Campeggiatori, la protesta non si ferma

La protesta dei campeggiatori
La protesta dei campeggiatori

«La battaglia non finisce qui, andremo avanti ad oltranza». Questa la linea dettata da Angelo Moretti e Franceschino Vertemati, i portavoce dei campeggiatori che nei giorni scorsi sono tornati in piazza Garibaldi a Iseo per protestare contro l’ingiunzione del Comune, che impone di sgomberare entro il 30 novembre le piazzole ora occupate nei campeggi di Clusane e Pilzone. I portavoce Moretti e Vertemati sostengono che rimuovere a fine stagione verande e roulotte, perché prive dell’autorizzazione paesaggistica (circostanza denunciata nel 2013 dalla Sovrintendenza, che ha segnalato la cosa alla Procura della Repubblica) condannerebbe alla demolizione la stragrande maggioranza degli allestimenti, che sono obsoleti e, smontati, non più assemblabili. «Abbiamo coinvolto la Regione, nella persona del governatore Attilio Fontana, affinché si istituisca un tavolo di confronto tra sindaco di Iseo, Sovrintendenza, gestori e ospiti dei campeggi e si trovi finalmente una soluzione di buon senso - hanno precisato i due rappresentanti dei campeggiatori -. Se il caso, contro le ordinanze di demolizione, una vera follia, ricorreremo al Parlamento e persino alla Corte europea dei diritti dell’uomo». Moretti, che dovrà comunque sloggiare dal camping «Le Betulle» perché questo campeggio è stato acquistato da un imprenditore intenzionato a cambiarne la destinazione, ha pure ironizzato sul fatto che roulotte e tende sono considerate costruzioni edilizie «abusive» solo in autunno e in inverno, mentre negli altri sei mesi possono schierarsi, pur senza autorizzazione paesistica, sul fronte lago. Sono 5 anni che i campeggiatori stanziali non smettono di mobilitarsi promuovendo raccolte di firme e flash mob di protesta. Il 18 settembre ci sarà un altro sit-in davanti al Pirellone. E non sarà l’ultimo. •

G.Z.
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