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venerdì, 15 dicembre 2017

Cimiteri, il degrado chiama in causa Cogeme

L’ingresso «rinforzato» del camposanto di Pilzone (BATCH)

La messa in mora di Cogeme è per ora congelata. Ma non è escluso che, se dovesse permanere lo stato di inerzia che a giudizio degli amministratori locali caratterizza la gestione dei cimiteri di Iseo e frazioni, affidata per 24 anni alla società rovatese, il Comune possa prendere posizione duramente e addirittura risolvere il contratto siglato nel 2014.

A chiedere con una mozione la messa in mora di Cogeme è stata la minoranza di «Iseo civica», e il sindaco Riccardo Venchiarutti è sbottato: «Non vi nascondo che la voterei immediatamente». Poi, fatto un bel respiro, ha frenato: «Voglio però prima capire quali possono essere le conseguenze pratiche». È toccato a Pasquale Archetti, assessore ai Lavori pubblici, fare il punto. Il cimitero più malmesso è quello monumentale di Iseo: i tetti di alcuni colombari vanno reimpermeabilizzati, alcuni camminamenti sono sconnessi, l’ossario è da ristrutturare. A Pilzone il timpano che sovrasta l’ingresso ha ceduto ed è sorretto da puntelli coperti da orrendi pannelli di legno. Non solo: la fila di urne che corre lungo il torrente di confine si sta inclinando. A Cremignane è prevista la costruzione di 20 loculi: tutto fermo, però, perché il progetto va ritoccato. Solo entro la fine di ottobre, infine, a Clusane, saranno rimossi i pali che impediscono alle lastre di 60 loculi di rovinare a terra: la Sovrintendenza ha finalmente approvato il tipo di borchie da utilizzare per fissarle.

«A Iseo e Pilzone in particolare la manutenzione straordinaria non si può più rinviare - ha detto Archetti -. Abbiamo chiesto a Cogeme di fornirci il computo metrico e il costo di ogni intervento, ma stiamo ancora aspettando».

LA CONVENZIONE sottoscritta nel 2014 tra Comune e Cogeme impegna la multiutility rovatese a spendere, fra ampliamenti e rifacimenti, un milione e 850 mila euro. Ma il crollo delle vendite dei loculi dovuta alle cremazioni ha indotto la società a rinunciare agli ampliamenti, a eccezione di Cremignane, e a chiedere al Comune di ridimensionare il piano concordato. Ne è nato un estenuante braccio di ferro. Tornando all’aula, l’assessore al Bilancio Pier Franco Savoldi ha condiviso le criticità evidenziate dall’opposizione, «ma ritengo che si debba soprassedere alla messa in mora per una ragione finanziaria. Se esaminando il computo metrico richiesto dovessero emergere importi rilevanti a noi conviene che sia Cogeme a fare gli investimenti, perché non avremmo i fondi». La mozione? Bocciata. G.Z.