CHIUDI
CHIUDI

02.01.2019

Deposte le uova di coregone il lago prenota un pieno di vita

L’incubatoi di Clusane si sta occupando della crescita del coregoneLe campane per la schiusa delle uova di coregone
L’incubatoi di Clusane si sta occupando della crescita del coregoneLe campane per la schiusa delle uova di coregone

Via alla campagna ittiogenica per il coregone. In ritardo, come sempre negli ultimi anni, ma alla fine la fregola è cominciata sul lago d’Iseo. Domenica sera, alla quinta uscita delle otto in calendario, i 13 pescatori che partecipano alla campagna ittiogenica per l’accrescimento intensivo del coregone hanno conferito all’incubatoio di Clusane una ventina di litri di uova fecondate, raddoppiando in un sol colpo il magro bottino sin qui raggranellato. L’obiettivo è di riempire tutte le campane predisposte per la schiusa delle uova, magari programmando altre pescate in aggiunta alle ultime tre fissate per oggi, domani e venerdì. A occuparsi del processo di stabulazione - così si chiamano la nascita e l’allevamento dei pesci negli appositi impianti - ci sono i volontari dell’Associazione pescatori Sebino-Franciacorta. «Una volta questa campagna ittiogenica iniziava a Santa Lucia e terminava a Santo Stefano - racconta Tita Bosio, ex guardia ittica, adesso uno dei volontari che fanno funzionare l’incubatoio di Clusane -. Ultimamente la fregola del coregone è slittata di almeno 15 giorni in avanti, verso gennaio. Perché avvenga, bisogna che l’acqua del lago si raffreddi e scenda intorno ai 6-7 gradi». LA CATTURA dei coregoni «a fini riproduttivi» è autorizzata dalle Province di Brescia e Bergamo in deroga al divieto di pesca in vigore dal 15 dicembre al 15 gennaio. I 13 pescatori risiedono a Clusane, Pilzone, Sulzano, Montisola e Riva di Solto. E sono in continuo calo: erano 15 nel 2017, 21 nel 2016 e 24 nel 2015. La spiegazione è che i più giovani, per sbarcare il lunario, sono costretti a fare altri lavori. Resiste la vecchia guardia, per fortuna. Fra i veterani non manca neanche stavolta il decano dei pescatori di tutto il lago, Giuseppe Bosio, detto «Cinì», di Clusane, 83 anni suonati. Sono solo tre le barche che ogni volta possono spingersi, accompagnate però da agenti della Polizia provinciale di Bergamo, nella cosiddetta «zona rossa», la riserva istituita a scopo di studio lungo la sponda da Predore a Tavernola Bergamasca. All’imbrunire i coregoni che sono pronti per la fregola risalgono dalle profondità del lago e si spostano sotto riva. «Non c’è solo il fatto che la temperatura del lago è leggermente cresciuta, da ultimo, c’è anche l’inconveniente che l’acqua, un tempo limpidissima in questa stagione, adesso è torbida - aggiunge Tita Bosio -. Il limo in sospensione si attacca alle reti, rendendole visibili ai pesci, che le schivano. Non solo: se il limo ricopre le uova deposte e fecondate in natura, le soffoca e le fa marcire». Gli avannotti di coregone nati a Clusane e liberati nel Sebino sono stati circa 1,5 milioni nel 2016, 4,5 milioni nel 2017. •

Giuseppe Zani
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1