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03.02.2018

Fiocco azzurro all’incubatoio: c’è un futuro per il coregone

Gli speciali contenitori in cui vengono fatte schiudere le uovaL’incubatoio di Clusane d’Iseo in funzione dal 2016
Gli speciali contenitori in cui vengono fatte schiudere le uovaL’incubatoio di Clusane d’Iseo in funzione dal 2016

Giuseppe Zani Sono nati. La notizia si è diffusa in un battibaleno nel mondo della pesca sebina, accolta con l’esultanza che sempre suscitano le belle notizie. Ieri mattina hanno cominciato a schiudersi le uova di coregone incubate nell’impianto di via Passaggio degli Orti, a Clusane d’Iseo. «Si tratta delle uova spremute e fecondate durante la prima pescata, quella dello scorso 22 dicembre» conferma Gianluca Cominini, responsabile del Nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale e coordinatore della campagna per l’accrescimento del coregone. Nel giro di 10-15 giorni dovrebbero via via schiudersi le uova raccolte nelle successive pescate: l’ultima, l’ottava, è stata effettuata alla vigilia dell’Epifania. «Tutto dipende dalla temperatura dell’acqua - spiega Cominini - ci vogliono dai 300 ai 330 gradi/giorno perché dalle uova nascano gli avannotti. Ciò vuol dire che se la temperatura scende a 4°, come la scorsa settimana, la schiusa delle uova richiede più tempo; se invece sale a 9°, come l’altro ieri, i tempi si accorciano». Man mano che nascono, i baby coregoni vengono tolti dalle bottiglie in cui l’acqua continua a muovere gorgogliando le uova residue e sono immessi nelle vasche vicine. La delicata operazione è compiuta dai volontari galvanizzati dell’Associazione pescatori Sebino-Franciacorta. Ciascuno dei coregoni venuti alla luce è tutto occhi - due enormi occhi neri in cima a un corpo sottile come un capello - e guizza e si dimena spinto da una vitalità sorprendente. «Adesso i piccoli avannotti sono nutriti dal sacco vitellino - racconta Cominini-. Quando lo avranno assorbito, tempo 3 o 4 giorni, li liberemo nel lago». GIÀ DALLA SETTIMANA prossima, dunque, i primi coregoni nati nel 2018 andranno a ripopolare il Sebino. Gli avannotti prodotti dall’incubatoio di Clusane nel 2016, l’anno del suo esordio, sono stati 1,5 milioni. Stavolta si conta di seminarne almeno tre volte tanto. Nessun shock termico per loro, quando guadagneranno la libertà, poiché il circuito idraulico che «culla» le uova incubate e riempie le vasche di svezzamento attinge direttamente dal lago. Meno gli avannotti sono sottoposti a sbalzi di temperatura e maggiori sono le possibilità che sopravvivano. Il lieto evento che ha rallegrato pescatori di mestiere e ristoratori già li spinge a guardare avanti. Su loro sollecitazione, a marzo si ripeterà la campagna ittiogenica del luccio, già avviata nel 2016, e a giugno si sperimenterà quella della tinca. •

Giuseppe Zani
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