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21.12.2017

Il Comune di Iseo
dà la «pillola»
ai piccioni

Piccioni: secondo il Comune di  Iseo sono troppi. Scatta la distribuzione della «pillola» antifecondativa
Piccioni: secondo il Comune di Iseo sono troppi. Scatta la distribuzione della «pillola» antifecondativa

In passato, a Iseo, mani rimaste ignote si erano fatte carico di risolvere il problema dell’invadenza dei piccioni avvelenandoli. Adesso il Comune ha scelto di impiegare un metodo che, essendo indolore e scientificamente testato, non ha sollevato obiezioni fra le maggiori associazioni animaliste: somministrerà loro un farmaco antifecondativo a base di Nicarbazina.

L’INTERVENTO di contenimento delle nascite scatterà a marzo, con l’inizio del periodo riproduttivo, ma già nei prossimi giorni si comincerà a pasturare i piccioni con mais «vergine», onde abituarli a beccarne i grani in punti predeterminati. Da ultimo i piccioni che svolazzano nel capoluogo sebino sono cresciuti di numero e mostrano di non aver affatto paura dell’uomo. Non solo sporcano di guano soffitte, tende da sole e davanzali, ma hanno persino imparato a piombare in formazione sui tavolini dei bar di piazza Garibaldi per trangugiare al volo noccioline e patatine, senza curarsi dei bicchieri presenti, che non di rado finiscono in frantumi. Un’aggressività da gang sicura della propria impunità che ha spinto un centinaio di persone - esercenti e negozianti, ma anche semplici cittadini - a inoltrare a palazzo Vantini una petizione anti-piccioni con in calce firme e indirizzi (un medico, accanto a nome e cognome, ha aggiunto, evidentemente esasperato: «Tolleranza zero!»). Copia della missiva è stata inviata, perché si valutino i rischi igienico-sanitari, all’Ats di Brescia. I piccioni, infatti, sono portatori di parassiti, tra i quali la zecca molle. L’Amministrazione comunale, come detto, s’è mossa. Ha chiesto invece alla Anticimex srl di Milano di studiare soluzioni praticabili. Subito si è scartata l’ipotesi di intervenire sul solo palazzo municipale posando dissuasori ad aghi sui pluviali e linee elettrificate sui bordi delle gronde: la presenza dei piccioni si è ormai diffusa nelle cavità dei muri, nei sottotetti, negli edifici abbandonati di tutto il centro storico. Si è alla fine preferito utilizzare una sorta di pillola antifecondativa, l’Ovistop, che è mais mescolato a Nicarbazina.

TRE I LUOGHI in cui, su una superficie di circa 2 mq, sarà sparso a spaglio: sul porto Gabriele Rosa, in piazza Salmister e sul sagrato della Madonna della Neve. Ogni mattina gli operai del Comune segneranno su un registro sia la dose di Ovistop somministrata sia quella rimasta a terra. «Le schede di registrazione hanno lo scopo di consentirci di aggiustare via via il tiro - ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Pasquale Archetti -. Già abbiamo acquistato, con una spesa di 1500 euro, la fornitura di Ovistop per un anno. Altri 300 euro ci costerà la consulenza tecnica. In tre anni, se tutto fila per il verso giusto, la colonia di piccioni dovrebbe ridursi del 30%».

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