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13.01.2019

In fiamme il presepe del Naèt: rabbia sul lungolago di Clusane

I resti anneriti del presepe allestito su un Naèt  al porto di Clusane
I resti anneriti del presepe allestito su un Naèt al porto di Clusane

Un incendio ha devastato il presepe costruito sul Naèt a Clusane d’Iseo: è successo nella tarda serata di giovedì, proprio di fronte al ristorante «Al Porto», della famiglia Marini. Un lampo improvviso, la fiammata, i passanti che danno l’allarme e un estintore spegne tutto, limitando i danni, che comunque ci sono stati. Ora si tratterà di capire se sia stato un atto doloso, o vandalico, oppure un fatto accidentale: una sigaretta spenta male e poi sospinta sul Naèt dal vento, o qualcosa del genere. Questa appare al momento la spiegazione più probabile, nell’attesa di conferme dai rilievi, sperando che non sia stato invece un gesto volontario dei soliti idioti. ALTISSIME comunque le fiamme che si sono alzate all’improvviso, alimentate dal vento teso che sferzava il lago l’altra sera. È stato proprio il titolare, Mattia, ad intervenire prontamente per spegnere le fiamme che, intorno alle 22, si erano sviluppate proprio al centro della nuova piazza clusanese sul lungolago. «Sono entrati due ragazzi - ha raccontato Mattia - e ci hanno chiesto aiuto perché il presepe era avvolto dal fuoco. Ho preso l’estintore e mi sono precipitato fuori. Le fiamme erano altissime, ma in due minuti siamo riusciti a spegnerle». SUL MOMENTO non è stato possibile un accertamento immediato della causa: la serata era molto ventilata, e non si esclude che qualcosa, forse una sigaretta, abbia potuto dare il la all’incendio. La Sacra Famiglia posizionata sulla tipica imbarcazione sebina era addobbata con vestiti in cotone, e sul fondo del Naèt c’era della paglia. «Non si puo’ nemmeno escludere che qualcuno, chissà perché, abbia voluto giocare questo scherzo di pessimo gusto alla nostra comunità - osserva Marini -. Sarebbe brutto: mai avrei pensato che un simbolo di pace e fratellanza come il presepe potesse ssere dato alle fiamme». La struttura era stata prodotta dal collettivo camuno Maji Raku Project, che negli ultimi anni ha posizionato in diversi Comuni rivieraschi altre opere: famose e curiose sono quelle delle sardine in ceramica stese ad essiccare al sole del Sebino. •

Alessandro Romele
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