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12.07.2017

La Clusane che non c’è più
negli scatti di Carlo Lanza

Il maestro fotografo Carlo Lanza
Il maestro fotografo Carlo Lanza

Chi passeggia in questi giorni per le vie di Clusane può incontrare dei pannelli su cui sono riprodotte le immagini in bianco e nero scattate negli anni ’40-’50 dal maestro elementare Carlo Lanza, il primo appassionato di fotografia in paese. I pannelli - realizzati dall’Uspaaa, l’associazione che si occupa della salvaguardia del patrimonio archeologico, architettonico e artistico di Iseo e dintorni - sono nove, misurano 100x80 centimetri e sono stati posizionati nei punti più caratteristici del centro storico a cura di Abele e Giulio Vitali, nipoti di Lanza. Un omaggio allo zio fotografo e a «Clusane com’era». Così si intitola infatti quella che può sembrare un’operazione dettata dalla nostalgia, ma che è anche un’iniziativa in qualche misura didattica.

GUARDANDO ciascuna delle nove installazioni, il visitatore ha la possibilità di rendersi conto di come sia cambiato il borgo dei pescatori in tanti anni. L’itinerario storico-fotografico prende avvio dal sagrato della chiesa di Cristo Re, si sofferma sul vecchio ingresso del paese verso Iseo, ricorda in piazza Chiesa Vecchia il «ritorno delle campane» scippate per farne cannoni durante la seconda guerra mondiale, scende lungo la «ràta dé la Puta» innevata, indugia sui «naècc» e sui pesci posti a essiccare sul lungolago, strizza l’occhio alla bellezza delle ragazze che rammendano le reti e termina nella via intitolata a Lanza.

Oltre a insegnare per molti anni nelle scuole elementari di varie località, Lanza è stato tra i fondatori della Cooperativa pescatori di Clusane e ha messo insieme un ricco archivio fotografico. A margine di ogni pannello vi sono le icone di tutte le immagini proposte, con indicata la loro collocazione, così da indurre il visitatore a compiere l’intero percorso; in calce, invece, è stampata a mo’ di didascalia una frase in dialetto e in italiano scritta dal clusanese don Pierino Ferrari, parroco di Clusane dal 1982 al 2004.

Giuseppe Zani
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