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19.12.2017

Lago troppo caldo,
i pesci non
fanno l’amore

Giovani coregoni: quest’anno la riproduzione è in forte ritardo
Giovani coregoni: quest’anno la riproduzione è in forte ritardo

L’incubatoio ittico di Clusane è pronto, ma la fregola del coregone ritarda. Colpa dell’acqua del lago che è ancora troppo calda: 10° l’altra sera. E così, finché la temperatura del Sebino non scenderà almeno di altri 3 gradi, i coregoni se ne staranno rintanati nelle profondità del lago.

«CE NE SONO di coregoni, ma aspettano che l’acqua raffreddi per raggiungere le rive su cui le femmine depongono le uova, che poi vengono fecondate dai maschi- precisa Gianluca Cominini, responsabile del Nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale-. Prima di dare il via alla campagna ittiogenica di quest’anno, faremo altre pescate di prova». Tutto è rinviato ai prossimi giorni, se non addirittura alla settimana che comincia con Natale. Anche nel 2016, al debutto del nuovissimo incubatoio di Clusane, la fregola iniziò a essere consistente solo dal giorno di Santo Stefano. Sono 15 i pescatori che le Province di Brescia e Bergamo hanno autorizzato a calare e salpare le reti in deroga al divieto vigente di catturare il coregone dal 15 dicembre al 15 gennaio. Erano 21 lo scorso anno. Il calo si spiega col fatto che i più giovani sono loro malgrado costretti a fare altri lavori per sbarcare il lunario. Resistono per fortuna i veterani del mestiere; fra di loro, il decano dei pescatori del Sebino, il clusanese Giuseppe Bosio, detto «Cinì», classe 1935: ha 82 anni compiuti. Sono 8 le pescate «a fini riproduttivi» in programma: le date sono già state cerchiate in rosso sul calendario, ma di sicuro, a seconda di come andrà la campagna ittiogenica, subiranno delle variazioni. Solo tre invece le barche che potranno spingersi, accompagnate però da agenti della Polizia provinciale di Bergamo, nella cosiddetta «zona rossa», la riserva istituita a scopo di studio lungo la sponda del lago da Predore a Tavernola Bergamasca.

OGNI SERA gli uomini in divisa faranno il giro dei «naècc» tornati a riva a Clusane, Pilzone, Montisola e Riva di Solto per raccogliere le uova di coregone fecondate e conferirle all’impianto ittiogenico di Clusane. Lì si occuperanno del processo di stabulazione i volontari dell’Associazione pescatori Sebino-Franciacorta, gli stessi che per anni hanno fatto funzionare l’incubatoio ittico impiantato alla cascina Clarabella, sul confine tra Iseo e Cortefranca. Gli avannotti di coregone nati nell’impianto di Clusane al suo esordio sono stati circa un milione e mezzo. Stavolta si conta di liberarne nel lago almeno tre volte tanto. Il coregone è il pesce più richiesto dal mercato e dai ristoratori. Contribuisce per il 50% al reddito dei pescatori professionisti.

Giuseppe Zani
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