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01.03.2018

«Per le Terme di
Sassabanek si rischia
un buco nell’acqua»

L’area di Sassabanek in riva al Sebino: il sogno delle Terme è ancora fermo ai buoni propositi
L’area di Sassabanek in riva al Sebino: il sogno delle Terme è ancora fermo ai buoni propositi

È dal 2013 che a Iseo si parla dell’acqua calda scoperta nel sottosuolo di Sassabanek. Perché non si è ancora scavato il pozzo esplorativo? E c’è un accordo tra Cogeme, intestataria del permesso di ricerca, Sassabanek, proprietaria del terreno, e il Comune , destinatario del contributo di 250mila euro che la Regione verserà per il dopo-Christo ma sarà girato a Cogeme per lo scavo del pozzo? SONO I QUESITI posti in aula da Maria Angela Premoli, consigliere comunale di minoranza per «Iseo civica». La Premoli, per la verità, geologa di professione, non si è limitata a porre domande e a ribadire che per «Iseo civica» quei 250 mila euro andrebbero impiegati diversamente, ad esempio per l’eradicazione delle alghe che d’estate invadono porti e spiagge, ma ha messo, come si dice, i piedi nel piatto. L’affondo: «La mia professionalità e le indagini in materia, per quello che ne conosciamo - ha detto in Consiglio comunale Maria Angela Premoli - ci portano a presupporre che lo sfruttamento dell’acqua calda è per ora del tutto aleatorio e sarà alquanto complesso e forse, per stare in tema, un grande buco nell’acqua». Il sindaco Riccardo Venchiarutti ha replicato: «Abbiamo deciso di dare una parte delle risorse che ci arriveranno per il dopo-Christo, 250 mila su 600 mila, in piena consonanza con gli intendimenti della Regione e del governatore Roberto Maroni: lo scavo del pozzo è un intervento che, destagionalizzando i flussi turistici, porterebbe benefici a tutto il Basso Sebino». Al presente, tuttavia, tra Cogeme, Sassabanek e Comune non è ancora stato siglato nessun accordo. «In questo momento sono al vaglio dei legali e dei tecnici delle tre realtà coinvolte i contenuti di un apposito accordo di programma - ha precisato l’assessore al Bilancio Pier Franco Savoldi -. L’appalto della trivellazione sarà in capo alla Cogeme, mentre il Comune avrà un ruolo di vigilanza e rendicontazione». I TEMPI di realizzo? «Dipendono, tra le altre cose, pure dai tempi di erogazione del contributo regionale», ha risposto Savoldi. Per parte sua, l’ente gestore delle Torbiere sebine, sul cui confine si scaverebbe il pozzo, ha prescritto, a tutela della fauna acquatica, che l’intervento si faccia tra novembre e gennaio. «Nell’eventualità che il pozzo non dìa gli esiti sperati- ha concluso la Premoli- il nostro consiglio è che siano calcolati prima dell’avvio dei lavori anche i costi di chiusura mineraria e di ripristino ambientale». •

Giuseppe Zani
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