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mercoledì, 13 dicembre 2017

Pesca di frodo sul Sebino
Scoperte in un solo mese
reti abusive per 500 metri

Queste sono solo alcune delle reti abusive recuperate sul Sebino (BATCH)

Troppi gli episodi di pesca abusiva sul Sebino. Tanto che il comandante della Polizia provinciale, Carlo Caromani, ha deciso di concentrare su questo lago le uscite delle Guardie volontarie provinciali. I risultati, se da un lato indicano che il bracconaggio è in espansione, confermano quanto sia importante l’azione che lo reprime: in un mese fra Iseo e Pilzone sono stati rinvenuti vari spezzoni di reti per un totale di 500 metri.

RETI «FANTASMA»: sprovviste del bollino numerato che consentirebbe di risalire al pescatore di mestiere che ne è il proprietario. Reti killer, perché diventano trappole mortali anche per pesci di specie o pezzatura proibite, e possono costituire un pericolo per i sommozzatori.

Reti calate lungo le rive di entrambe le sponde e pure, insieme a 5 bertovelli, sul fronte a lago delle lamette, la zona «A» delle torbiere che si estende da Sassabanek a Clusane.

«Gli agenti della Polizia provinciale di ruolo svolgono il loro servizio dalle 6 alle 20 e solo occasionalmente in tarda serata, mentre le Guardie volontarie provinciali, ovviamente in divisa, esercitano il controllo del territorio in orari inconsueti, persino nottetempo, utilizzando una barca fornita dal Nucleo ittico venatorio provinciale - racconta il comandante Caromani -. Questa novità, introdotta quest’anno, si sta rivelando la carta vincente».

Purtroppo non si contano più, ormai, i recuperi di reti usate per la pesca di frodo sull’Iseo. Almeno una dozzina dal gennaio 2015, quando dalle acque antistanti Tavernola Bergamasca venne ripescato il corpo senza vita del sommozzatore Lorenzo Canini, 39enne di Ponteranica, rimasto impigliato in una rete da pesca abusiva. Da allora reti lunghe anche 100 metri sono state trovate nel tratto di lago compreso fra Montisola e Predore, davanti a Sale Marasino, sul fronte a lago delle lamette, come detto, e nelle acque territoriali del capoluogo sebino. A individuarle e poi a salparle sono stati, talvolta in collaborazione, il Gruppo Ncd (North central divers), il Gruppo Sub Ysei, la Guardia costiera ausiliaria, le Polizie provinciali e, da ultimo, le Guardie volontarie provinciali. G.Z.