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07.10.2017

L’ex Cittadini suscita interesse
Tre offerte per farlo rinascere

L’ex retificio Cittadini al centro di un importante progetto di recupero a fini turistici
L’ex retificio Cittadini al centro di un importante progetto di recupero a fini turistici

Tre realtà private hanno manifestato il proprio interesse a compartecipare al recupero e alla futura gestione dell’ex retificio Cittadini, a Marone. Si tratta della New Line srl di Breno, società attiva nel settore immobiliare, del consorzio turistico Italia Holiday Service, con sede legale a Roma e sede operativa a Bergamo, e della cooperativa agricola dell’Aipol, l’associazione interprovinciale dei produttori olivicoli lombardi, che ha il suo quartier generale a Puegnago del Garda.

CIASCUNA di queste realtà, nel candidarsi a essere inserita nella cordata che metterà mano all’ex Cittadini, ha nel contempo precisato in quali ambiti e fino a che punto è disposta a farsi coinvolgere. Il progetto preliminare di riuso dell’intero edificio - 12.000 metri cubi - prevede un investimento che si aggira sui 2 milioni di euro. Al pian terreno, sul fronte a lago, si intende ricavare un frantoio, un laboratorio per la lavorazione delle olive da tavola, spazi dedicati alla vendita del formaggio Silter e di prodotti tipici, un birrificio e una tavola calda. Al primo piano, affacciato su via Roma, si dovrebbero accasare l’Archivio fotografico Predali, un museo etnografico e un ostello con 25 posti letto. Per questa seconda porzione il progetto è stato meglio definito ed è definitivo. Ebbene, l’Aipol ha subito messo in chiaro che, non avendo grossi capitali da investire, può contribuire alla gestione della filiera dell’olio che si vuol impiantare nell’ex opificio.

La New Line è invece interessata a ridar vita all’intero immobile. Anche il consorzio turistico Italia Holiday Service guarda all’ex Cittadini nel suo complesso, e dice di sì all’ostello, al laboratorio per la lavorazione di olive e prodotti tipici, agli spazi commerciali, al birrificio, ma ingrandisce la tavola calda e la fa diventare un ristorante e un bistrot. «Prossimo passo, adesso, il bando di evidenza pubblica con cui selezioneremo i candidati a compartecipare: mi auguro che altri operatori economici si facciano avanti - dice il sindaco Alessio Rinaldi -. Il coinvolgimento di soggetti privati, associazioni o consorzi di produttori è indispensabile per riuscire a ristrutturare il grande fabbricato».

Il protocollo d’intesa del dopo-Christo, firmato lo scorso 14 luglio dal governatore della Lombardia Roberto Maroni e dallo stesso Rinaldi, prevede che il Pirellone metta a disposizione 600mila euro e altrettanto faccia il Comune di Marone. Un milione e 200mila euro non bastano: serve il contributo dei privati. Il bando di gara che sarà emesso entro fine anno specificherà i compiti e gli apporti finanziari di tutti i partner coinvolti.

Giuseppe Zani
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