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lunedì, 24 settembre 2018

La «Gimondi Bike» taglia la maturità

Felice Gimondi presenta il programma della «sua» corsa

È stata la splendida cornice del trecentesco Castello di Passirano, ad ospitare la presentazione dell’evento Mtb più atteso d’Italia: la Gimondi Bike, giunta quest’anno alla sua diciottesima edizione che si terrà domenica 30 settembre tra Iseo e la Franciacorta. Sul circuito - allungato quest’anno di dieci chilometri - saranno presenti anche Stephane Tempier, vincitore delle ultime due edizioni, e Marco Aurelio Fontana, campione del mondo 2013 e medaglia di bronzo all’Olimpiade di Londra 2012: non è un caso, poiché la gara da sempre cattura l’attenzione di professionisti e amatori della Mountain bike tra i migliori al mondo. «Quest’anno arriveremo certamente a quota 30mila ciclisti nelle 18 edizioni - esordisce Nino Nulli, patron della Legnami Nulli che nel 2001 diede inizio alla bella avventura della Gimondi - e per noi è un onore. Siamo diventati, nel corso degli anni, un punto di riferimento per questo sport: sul circuito sono arrivati ciclisti da ogni dove, e a tutti abbiamo mostrato il volto bello di questo territorio. Quest’anno, su richiesta di tanti, abbiamo pensato di allungare la tratta, dai canonici 40 ai 50 chilometri». Partenza e arrivo dal Viale della Repubblica, a pochi passi dal lungolago iseano: passaggio dalla panoramica località Bosine e dalla località Marùs, quindi discesa verso Provezze e Fantecolo, passaggio tra i vigneti franciacortini e dal Castello di Passirano, seguito dall’antica struttura di Bornato; quindi Monterotondo, Bettolino, Borgonato, Provaglio, con la cronoscalata Madonna del Corno, infine, il breve circuito cittadino a Iseo l’arrivo al traguardo. «Un evento importantissimo – ha sottolineato Lara Magoni, assessore a Sport e Turismo in Regione - che mette in evidenza la bellezza di quest’area della Regione. Il ciclismo è uno dei nostri punti forti: da qui si può partire e sviluppare economia, oltre che movimento turistico. «Questa è la mia gara - ha spiegato invece un arzillo, ma dolorante Felice Gimondi, che proprio in questi giorni celebra il cinquantesimo anniversario della sua vittoria alla Vuelta de Espana, nel 1968, che permise al campione bergamasco di conquistare la «Tripla Corona», dopo le vittorie di Giro d’Italia e Tour de France - e come sempre darò il via alla partenza. Gli anni passano, ma la creatura resta. Questo è il bello della Mountain Bike: passano i protagonisti ma rimane l’esperienza. Non si tratta di un percorso proibitivo, anzi: tutti possono prendervi parte. E poi si passa su un tracciato immerso nella bellezza naturalistica di questi luoghi». •