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domenica, 17 dicembre 2017

Bambina non vaccinata
allontanata dalla scuola

La scuola dell’infanzia «N. Piovanelli» di Gussago (BATCH)

Il caos era stato annunciato, e con esso eventuali prese di posizione. Così è stato. Ma la legge sui vaccini non ammette deroghe, il dirigente dell'Ufficio scolastico territoriale Mario Maviglia è stato chiaro nell'ultima conferenza dei servizi di lunedì quando ha ribadito che «la legge va applicata». Ed ecco che quel 5 per cento di posizioni non in regola annunciato in tutta la provincia inizia ad assumere una «fisionomia».

Sono una decina i casi di cui si ha notizia, dinieghi sono avvenuti all’Istituto comprensivo di Montichiari. Ma il caso più eclatante arriva da Gussago dove una bimba ucraina di tre anni è stata allontanata dalla scuola dell’infanzia perché mai sottoposta ad alcuna vaccinazione. «La mamma non ne vuole proprio sapere» ha commentato il sindaco Giovanni Coccoli, e così conferma la dirigente dell'Istituto comprensivo, Enrica Massetti, che ha ricevuto dalla mamma una lettera dettagliata. «Si tratta di un caso isolato perché tutti i genitori hanno consegnato la documentazione prevista dalla legge e nessuno ha chiesto ulteriori chiarimenti - spiega Massetti -. La madre della bimba, invece, ha inviato immediatamente una serie di carte favorevoli alla non vaccinazione per farmi capire che si era documentata e prendeva la decisione sulla base di elementi fondati».

LA DIRIGENTE le ha spiegato che non intendeva entrare nel merito. «L’ho invitata ad avere un confronto con l’Ats perché avrebbe trovato persone più esperte e più competenti - continua Massetti -. Non sta a noi dirigenti valutare la questione, a noi spetta applicare la legge». La mamma della bambina «era perfettamente al corrente che la figlia non avrebbe potuto accedere in mancanza di vaccinazione o di una prenotazione». D’altra parte la dirigente, fin da agosto, aveva pubblicato sul sito della scuola ogni informazione relativa alla legge sui vaccini, e aveva anche inviato la comunicazione scritta ai genitori.

«La mamma della bambina mi ha detto che era consapevole delle conseguenze. Vista la mancata presenza del requisito di accesso alla scuola ho comunicato il diniego all’ammissione dal 12 settembre. Il posto rimane comunque congelato fino a quando la signora non regolarizzerà la posizione. Ma penso che non lo farà. Era dispiaciuta, ma irremovibile», sottolinea la dirigente che aggiunge «per le scuole dell’infanzia la legge è drastica».