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04.01.2018

Centro storico come un fortino Resistono gli ultimi negozianti

L’ultima edicola del centro di Palazzolo: desolatamente chiusa
L’ultima edicola del centro di Palazzolo: desolatamente chiusa

Giancarlo Chiari I «saldi» che un tempo riempivano il centro storico di Palazzolo sono partiti meglio dello scorso anno, ma il cuore del paese c’è ormai solo il ricordo della vivacità degli anni ottanta e novanta. La costruzione di una dozzina di centri commerciali e l’«emigrazione» nei nuovi quartieri dei residenti storici hanno cancellato esercizi e servizi. L’UNICA EDICOLA, in via XX settembre, è chiusa da settimane, da quando il titolare è andato in pensione, per raggiunti limiti di età, senza trovare chi rilevasse l’attività. In centro manca un negozio di frutta e verdura dopo la chiusura dello storico fruttivendolo Svanetti. Il cinema teatro Aurora e il vecchio albergo ristorante Italia, sono chiusi da decenni. Le banche, alle prese con concentrazioni e difficoltà, hanno chiuso due agenzie «Quest’anno i saldi stanno andando meglio - racconta il titolare della Dodesini -: noi siamo la terza generazione e continueremo qui sfruttando la riduzione degli oneri. Certo servirebbe ritornassero i residenti, che danno vita al centro più delle banche, pure necessarie». Sembrano decise a restare le famiglie degli esercenti storici che hanno superato diverse crisi, come la gastronomia Nora in via Carvasaglio. Nella gastronomia, dove lavorano tre generazioni tra le più attente a saldare tradizione e novità è l’87enne Clementina Festa. «Adesso - dice - ci occupiamo di portare i nostri menu a domicilio per le persone più anziane che non possono venire da noi. La piazza non morirà se ci diamo da fare». IL RITORNO del commercio in piazza Roma, piazza Zamara e via XX settembre, può contare su famiglie, come Dodesini e Molinari, abbigliamento, Viola, scarpe, Pedrali, tabacchi, Franco Rossi, galleria, Rossi, pasticceria e biscotti, Formenti, acconciature, Veschetti e Albertini, gioiellerie, Marini, gastronomia, attive da decenni. Ma il problema sembra il ricambio, come è successo per l’edicola. Il Comune offre opportunità: ha ridotto al minimo oneri e imposte per riqualificazioni, ristrutturazioni e interventi di efficientamento energetico. Ma qualcuno deve cogliere l’occasione. Serve qualcuno in più che ci creda. •

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