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29.12.2018

In aula irrompe un’altra Lega

I tre componenti del nuovo «Gruppo indipendente»
I tre componenti del nuovo «Gruppo indipendente»

È una spaccatura interna al Carroccio, ma anche qualcosa o molto di più. È in effetti piuttosto complesso lo scenario che sta dietro la nascita, all’interno del consiglio comunale di Palazzolo, di un nuova realtà formata da transfughi leghisti. «Condividiamo il progetto di Matteo Salvini ma non il progetto della Lega di Palazzolo sostenuta dal provinciale», sintetizzano Attilio Bertoli, Daniele Mariani e Mario Menassi, i tre che hanno dato vita a «Gruppo indipendente» comunicando al presidente del consiglio comunale la loro assenza all’ultima seduta del 2018 e la scelta di Mariani come capogruppo e di Menassi come vice. «Continueremo a opporci a una moschea o ai campi Rom, ma non possiamo ridurci a questo per tutelare i palazzolesi - aggiungono i tre -. La nostra decisione scaturisce da ragionamenti e confronti con elettori che ci avevano dato e ci hanno riconfermato fiducia esortandoci a proseguire. Condividiamo la linea nazionale e federale del partito ma non ci riconosciamo nei modi della sezione palazzolese e tanto meno del provinciale di Brescia». I RAPPORTI erano tesi da tempo, e i primi segnali sono arrivati con le comunali: la Lega ha ottenuto qui 2314 voti, il 26,45%, rispetto ai 3886 delle politiche, il 36,29%. «Una differenza di oltre 1500 consensi dice che qualcosa non ha funzionato». Contestando a Stefano Raccagni e alla segreteria locale la mancanza di analisi, Gruppo indipendente continua: «Ci saremmo aspettati una riflessione, ma la risposta di alcuni è stata gli elettori saranno stati in vacanza. Qualcuno vorrebbe imporre la linea a cui tutti dovrebbero obbedire. Non ci stiamo a questa politica, che non è gradita dai palazzolesi, come si è visto alle amministrative, e non vogliamo nemmeno commentare la posizione del segretario provinciale troppo impegnato per trovare un’oretta per venire ad ascoltare e capire». Precisando che si schiereranno nel centrodestra, i fuoriusciti chiudono affermando che vogliono «lavorare per i cittadini che ci hanno dato fiducia ma in modo molto diverso, con una sana e costruttiva opposizione, vigile sull’operato dell’amministrazione, pensando agli interessi della collettività. Iniziamo un nuovo capitolo ignorando quanto non sia nell’interesse del bene comune. I palazzolesi ci hanno dato oltre 300 preferenze e noi abbiamo l’obbligo di ripagarli con fatti concreti». •

Giancarlo Chiari
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