CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

21.11.2017

L’orzo «ritrovato»
trasforma la
birra in oro

La famiglia Pagani nello spaccio aziendale con le bottiglie di Bionda
La famiglia Pagani nello spaccio aziendale con le bottiglie di Bionda

Da un piccolo campo di orzo nasce una grande idea, segno dei tempi di un’agricoltura che resiste, si reinventa e diventa fenomeno sociale. Tutto questo per dire che è nata nella cascina Ventighe la «Bionda di Palazzolo», birra stile Golde Ale, prodotta e imbottigliata con prodotti naturali e rigorosamente locali.

LA BIRRA palazzolese prodotta con una varietà di orzo con pochi chicchi, su cinque piò (1,5 ettari) di campi dell’azienda agricola Pagani, è da poco in distribuzione nello spaccio di prodotti a chilometri zero di una delle più antiche cascine che ha già compiuto il miracolo di resistere alla speculazione edilizia.

La prima partita di «Bionda di Palazzolo», in vendita per ora solo sui banchi dello spaccio, ha già conquistato il favore degli amanti delle birre «naturali» e della Coldiretti palazzolese, come testimone della creatività produttiva e della scelta di produzioni di qualità anche a costo di rinunciare alla quantità.

Luigi Pagani, che con la moglie Maura e il fratello Bruno ha dato vita all’azienda, racconta la storia: «L’idea è nata lo scorso autunno in una chiacchierata attorno al caminetto con mia moglie e mio fratello, per arricchire la gamma dei nostri prodotti senza chimica. Abbiamo deciso di sperimentarla questa primavera, seminando orzo di una varietà con spighe di pochi chicchi su un ettaro e mezzo, utilizzando pochissimo azoto per non “gonfiarli“ e garantire la massima qualità. A giugno, completato il raccolto, circa 48 quintali, lo abbiamo trasportato per maltatura e macinatura a un’azienda della Coldiretti cremonese, affidando l’imbottigliamento ad un agribirrificio di Pavia».

La prima partita sarà il «collaudo» che dovrà permettere all’azienda Pagani di valutare la sua qualità partendo dal giudizio degli utenti che da alcune settimane la trovano nello spaccio.

«È LA PRIMA ANNATA - ha spiegato Pagani - quindi abbiamo scelto di utilizzare solo bottiglie di 33 cc, consentendo ai nostri clienti di giudicarla. Al momento non abbiamo neppure una quantità sufficiente per le richieste di pizzerie e negozi. Ma per noi è già una soddisfazione: chi l’ha assaggiata e bevuta ne ha dato un ottimo giudizio».

La Bionda, 5,1 gradi, non ha lieviti chimici, non ha neppure l’additivo antischiuma per ridurre i tempi di travaso e imbottigliamento, non è microfiltrata, tutta naturale, dalla semina al consumo.

Il prossimo anno ? «Pensiamo di perfezionare il prodotto senza additivi di alcun genere, ascoltando il parere di chi la gusta, aumentando l’area seminata per incrementare la produzione».

Giancarlo Chiari
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1