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lunedì, 24 settembre 2018

Morti del Rus, si corre ai ripari Prime «cure» per la chiesetta

La facciata della chiesa di Palazzolo al centro dei lavori di restyling Il luogo di culto mostra i profondi segni del degrado e dell’abbandono

Si chiama chiesetta dei Morti del Rus, e questo edificio sacro a metà della via che collega i quartieri popolari di Palazzolo al centro storico, di fianco alla scala per i parchi e al castello (lo stabile è di proprietà dell’Asst Franciacorta), è da tempo in condizioni problematiche. COSTRUITA dopo l’epidemia di peste del XVII secolo su un’area di proprietà dell’ospedale, e sempre meno aperta dopo il passaggio del nosocomio palazzese alla Mellini di Chiari, non aveva più un responsabile che se ne occupasse. Nel 2010 l’allora direzione generale della Mellini, in accordo con la giunta comunale, l’aveva affidata con un atto ufficiale in comodato d’uso al municipio, ma da allora le condizioni del fabbricato, che conserva le ossa delle vittime della peste, sono anche peggiorate per le infiltrazioni di acqua dal tetto. Si è arrivati così alla giunta Zanni, che lo ha inserito nel 2015 tra i monumenti da recuperare stanziando 100 mila euro nel piano triennale 2018/20. Adesso, finalmente, il recupero partirà con la sistemazione del tetto per fermare le infiltrazioni: il resto arriverà sulla base di un progetto concordato con l’Asst e la Sovrintendenza. La situazione di precarietà ha permesso al Comune di presentare il progetto, redatto dall’architetto Giancarlo Volpini, al bando regionale per «interventi urgenti di valorizzazione dei beni culturali del 2018, e di ottenere un contributo di 20mila euro, pari al 50% della spesa stimata per rifare il tetto evitando un altro inverno che potrebbe creare ulteriori danni. IL PROGETTISTA, che avrà anche la direzione dei lavori, è stato selezionato sulla piattaforma della Regione e ha redatto un definitivo che consentirà rapidamente appalto e via ai lavori. «Si tratta di un primo intervento di sistemazione della copertura - spiega il sindaco Zanni - necessario per evitare il richio di caduta e di un ulteriore degrado degli interni. Nei prossimi giorni avremo un incontro con i vertici dell’Asst per stabilire quali saranno le migliori soluzioni per arrivare a un restauro definitivo di un monumento particolarmente significativo per la nostra città». •