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giovedì, 20 settembre 2018

Sentenza e sequestro per le lastre di amianto nell’ex cotonificio Ferrari

Le rovine dell’ex cotonifico Ferrari: viene al pettine il nodo amianto

Il 12 giugno il Tar di Brescia ha non solo respinto l’ennesimo ricorso di un privato contro l’ordinanza del sindaco di Palazzolo, Gabriele Zanni, che gli ingiungeva di rimuovere le lastre d’amianto abbandonate nel 2009 nell’ex cotonificio Ferrari, ma lo ha condannato a pagare la somma di 2.500 euro per le spese legali. Il sindaco, che si è costituito in giudizio, è riuscito anche a far decadere il tentativo di ricorrere alla prescrizione per sfuggire all’ordinanza emanata 9 anni fa. LA VICENDA infatti era iniziata nel 2009, quando il privato cittadino aveva buttato oltre la recinzione dell’ex cotonificio già da tempo in abbandono, le lastre di amianto che aveva portato sul posto a bordo dell’auto, senza rendersi conto di essere stato visto e segnalato al Comune. Grazie alla testimonianza, che aveva permesso non solo di conoscere il fatto ma anche di identificare il responsabile, il dirigente dell’area servizi aveva ordinato la rimozione di rifiuti. NELLA SENTENZA il Tar ricorda di avere già respinto il ricorso nel 2009, grazie «alla puntuale testimonianza della persona che lo ha osservato e riconosciuto mentre il 5 giugno 2009 alle 18,30 scaricava delle lastre dalla propria autovettura, e dalle sue ammissioni circa la sua presenza nella stessa data e ora vicino al luogo dove sono stati abbandonati i rifiuti». I giudici precisano che il testimone confermò le accuse indicando la targa dell’auto da cui aveva scaricato le lastre. Spiegando che non può essere invocata la prescrizione, il Tar sottolinea che l’abbandono di rifiuti è un reato e fa notare che chi ricorre non può pretendere di cavarsela perché non è proprietario dell’area. L’amministrazione di Gabriele Zanni, che per combattere lo smaltimento abusivo ha disposto trappole fotografiche, ha replicato l’ordine di sgombrare quei rifiuti dell’area ex cotonificio Ferrari. Inoltre, quasi contemporaneamente, i carabinieri sono intervenuti disponendo il sequestro dell’intera area, non solo per le indagini ma anche per tutelare la salute di quanti si avventurano all’interno dell’ex cotonificio.