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11.10.2018

Vandali e crepe ovunque Il ponte ciclo-pedonale è diventato invivibile

Incroci pericolosi nella stretta paserella ciclopedonale sull’Oglio
Incroci pericolosi nella stretta paserella ciclopedonale sull’Oglio

Maleducazione e scarsa manutenzione stanno mettendo a rischio una delle prime piste pedonali e ciclabili della storia di Palazzolo: il ponte camminabile che, dal 1950, affianca il viadotto della ferrovia sul fiume Oglio. E che oggi, dopo quasi 70 anni, mostra segni di degrado strutturale ma anche «civile». Larga un metro, proprietà delle Ferrovie dello stato, costruita a sbalzo in pochi mesi dall’impresa Ragni riprendendo un progetto del 1909, la passerella ridusse da 3 chilometri a soli 400 metri il percorso tra Cividino, frazione di Castelli Calepio, e i rioni Calci e Sgraffigna di Palazzolo, dove si trovavano sia la stazione della ferrovia che le fabbriche, ora chiuse, Italcementi, Ariotti, Guzzi, Cotonificio Ferrari. Ma adesso la passerella è da tempo zona a rischio, per la mancata manutenzione delle Ferrovie dello stato, ripetutamente sollecitata dalle amministrazioni comunali di Palazzolo e Castelli Calepio. L’opera fu un’intuizione che precorse i tempi, fu costruita rapidamente sfruttando le «chiamate» delle arcate del ponte ferroviario, con un parapetto spesso 10 centimetri e alto 110 in cemento armato, con feritoie per smaltire la pioggia nel fiume. Per consentirne l’uso notturno, fu realizzato un impianto di illuminazione con lampioni: ora sono tutti rotti, spenti, sul muro che separa la passerella dai binari. LA SCORCIATOIA con un panorama unico di valle e centro cittadino, chiuse le fabbriche, è da anni usata in prevalenza da pendolari, pensionati, studenti e ciclisti. Gli atti vandalici che hanno distrutto l’illuminazione tagliando anche i cavi elettrici, e la mancanza di manutenzione, la rendono un percorso a rischio sia per i pedoni sia per i ciclisti, costretti a fare i conti con chi l’attraversa con moto e motorini. Il parapetto, con il tempo si è scrostato lasciando scoperta l’armatura, mente alcuni tratti del bordo del parapetto sono rovinosamente caduti. «Passano anche con moto di grossa cilindrata - protestava l’altro giorno un pensionato, costretto a scendere dalla bici per far passare i motorini -. Alcuni non esitano a offendere chi passa a piedi o in bici».

G.C.C.
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