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13.03.2018

Piovono massi,
tragedia sfiorata
a Senzano

Il macigno si è frantumato in massi piovuti sulla strada della frazione di Peschiera Maraglio
Il macigno si è frantumato in massi piovuti sulla strada della frazione di Peschiera Maraglio

Alessandro Romele Una raffica di macigni è piovuta l’altra notte sulla strada che collega Peschiera Maraglio alla frazione di Senzano, nella zona del vecchio Cantiere Archetti. Solo per una fortuita serie di coincidenze non si sono registrati danno o feriti. Complice l’ora nessuno stava transitando sulla strada in quel momento. Il masso di oltre una tonnellata di peso che si è staccato dalla montagna nell’impatto con l’ultimo costone si è come disintegrato in tanti «satelliti» che non sono entrati in rotta di collisione con le automobili parcheggiate e le case. Le cause dello smottamento in una zona peraltro non esposta ad elevato rischio idrogeologico, con tutta probabilità, vanno ricercate nel disgelo, accompagnato dalle prime piogge tardo invernali: il ghiaccio infiltratosi nelle crepe tra le rocce si scioglie e il «collante» che le tiene unite viene a mancare, causando i crolli. «Ci sono delle zone ancora prive della rete di protezione necessaria – ammette il primo cittadino di Montisola Fiorello Turla –, ma già in passato avevamo segnalato alla proprietà il problema. Da parte nostra cercheremo di intervenire: sarà decisivo in questo senso l’esito di un bando statale, che potrebbe garantire le risorse necessarie a mettere in sicurezza i versanti più fragili». L’AMMINISTRAZIONE comunale ha fatto sgomberare il materiale – operazione svolta dal gruppo locale dei Vigili del Fuoco – e la strada è stata liberata e riaperta alla circolazione dei bus e dei veicoli a motore. L’episodio è inevitabilmente finito nel mirino delle polemiche. Emblematico a questo proposito il commento postato sulla propria pagina Facebook dal gruppo Insieme per Montisola: «Non puntiamo il dito contro l’Amministrazione comunale per la caduta dei massi, semmai all’esecutivo si può imputare il fatto di avere sospeso i programmi di pulizia sentieri boschivi, del monitoraggio delle zone territoriali pericolose e della pulizia reti di protezione delle strade. Una situazione peggiorata dal disfacimento della Protezione civile che si occupava di queste faticose mansioni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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