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17.02.2017

Ritrovato cadavere
il pescatore
scomparso

Il corpo di Mario Bertolazzi, 54 anni, è stato recuperato dai soccorritori ieri pomeriggio dopo un giorno intero di ricercheL’allarme è scattato nel primo pomeriggio di mercoledìLa salma è stata trasportata al cimitero di Costa Volpino
Il corpo di Mario Bertolazzi, 54 anni, è stato recuperato dai soccorritori ieri pomeriggio dopo un giorno intero di ricercheL’allarme è scattato nel primo pomeriggio di mercoledìLa salma è stata trasportata al cimitero di Costa Volpino

È stato recuperato nel pomeriggio di ieri nelle acque del lago d’Iseo a Costa Volpino il corpo di Mario Bertolazzi, il 54enne di Artogne che dal giorno precedente, mercoledì, non ha più dato notizie di sé. Di professione carpentiere, amava trascorrere il tempo libero sul Lago d’Iseo, con la propria barca, a praticare il suo hobby preferito, la pesca. L’altro giorno però non è tornato all’ormeggio da dove era partito e la moglie insospettita e preoccupata per l’assenza ha subito allertato i Carabinieri. La macchina dei soccorritori si è mossa immediatamente e la possibilità che Mario fosse finito nelle acque del lago ha preso corpo con il trascorrere delle ore.

L’ARTIGIANO era stato visto alle 9.30 della mattina di mercoledì allontanarsi con la barca dal porto di Costa Volpino: qualcosa durante il tragitto che lo portava nella sua zona di pesca preferita deve essere andato storto. Il natante con ogni probabilità si è ribaltato e lui è finito in acqua.

Dal primo pomeriggio di mercoledì le imbarcazioni dei Vigili del Fuoco di Lovere e Bergamo hanno pattugliato la zona di lago tra Costa Volpino e Pisogne, mentre il nucleo sommozzatori del 115 giunto da Milano ha iniziato le ricerche in acqua e dall’alto due elicotteri si sono affiancati alle perlustrazioni. Nel pomeriggio di ieri il corpo è stato scoperto nell’area del rimessaggio dei battelli della Navigazione Lago d’Iseo, ad una profondità di 16 metri.

A circa duecento metri alla deriva, a 25 metri sotto la superfice, invece è stata individuata la sua barca, inabissatasi probabilmente dopo essersi ribaltata a causa di un’onda anomala o - più probabilmente - di un movimento brusco e scoordinato da parte del suo proprietario. Nelle vicinanze galleggiavano gli stivali ed il giubbotto: molto probabilmente Mario se n’era disfato per tentare di muoversi più liberamente in acqua e di salvarsi. Una volta riportata a riva, i famigliari sono stati chiamati al riconoscimento della salma.

Già da questa mattina però, le operazioni dei Vigili del Fuoco riprenderanno: l’obiettivo è recuperare tutto il materiale che era nella barca di Bertolazzi al momento dell’incidente, poiché potrebbero aiutare a ricostruire l’accaduto.

«La barca che utilizzava era piccola - hanno spiegato alcuni pescatori, gli ultimi a vedere Mario Bertolazzi allontanarsi dal molo - e difficilmente avrebbe resistito ad un’onda particolarmente forte e di grosse dimensioni». Toccherà al magistrato di turno decidere o meno per l’autopsia sul corpo del 54enne camuno. Non si esclude anche un malore improvviso: il tutto è al vaglio delle autorità competenti.

Alessandro Romele
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