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30.07.2018

Anziano perde
la vita cadendo
in una roggia

Tarcisio Vezzoli, 83 anni, viveva Rovato: è la vittima della tragedia
Tarcisio Vezzoli, 83 anni, viveva Rovato: è la vittima della tragedia

Ci sono incidenti con una dinamica apparentemente perversa, che sembra accanirsi sulle passioni delle persone. Tarcisio Vezzoli, 83 anni, coltivava quella per l’orto, ed è proprio mentre si occupava delle sue piante sotto un caldo africano che è capitato l’episodio che lo ha ucciso. Probabilmente per effetto di un malore, che potrebbe essere stato causato dalle elevate temperature di ieri, è caduto nella roggia da cui avrebbe dovuto attingere l’acqua per il suo appezzamento.

L’ANZIANO agricoltore viveva nella frazione rovatese di San Giuseppe, e ieri è uscito mezz’ora prima di mezzogiorno dalla sua cascina dicendo alla moglie che sarebbe andato ad annaffiare i pomodori. Inforcata la Vespa e raggiunto il terreno stava per iniziare il lavoro quando le cose sono precipitate. Preoccupata dal mancato rientro la moglie - la loro unione durava da 57 anni - ha provato inutilmente a chiamarlo per telefono, e poi ha raggiunto a sua volta il brolo trovando solo la Vespa parcheggiata. Così ha iniziato a cercarlo mobilitando i parenti e ha lanciato l’allarme. Nella campagna attraversata dalla Brebemi sono arrivati i vigili del fuoco di Brescia e Chiari, un’ambulanza e i carabinieri. La ricerca è durata poco: verso le 14,30 l’anziano è stato trovato riverso nell’acqua della roggia derivata dalla Castrina che attraversa i campi vicino all’autodromo di Castrezzato. La salma recuperata dai pompieri è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale civile di Brescia, in attesa di probabili esami per accertare la causa della morte. Nella piccola frazione in cui Vezzoli aveva cresciuto la sua famiglia lavorando tutta la vita, la notizia della sua morte ha lasciato tutti sconvolti. «Era un uomo straordinario - racconta un conoscente - che andava d’accordo con tutti». «Era un papà dolcissimo - aggiungono distrutte dal dolore le tre figlie Gabriella, Emanuela e Lucia, tutte sposate - sempre allegro e solare, capace di ascoltare e di sostenerci. Nella frazione era amico di tutti. Ha sempre fatto l’agricoltore, diceva che era il mestiere più bello, e ha sempre vissuto qui con la mamma con cui sette anni fa aveva festeggiato le nozze d’oro. Lui e lei erano inseparabili. Adorava i suoi nipoti Stefania, Daniel, Giulia e Cristian e adesso che era diventato bisnonno di Annabel e Federico era l’espressione della felicità».

Giancarlo Chiari
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