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27.02.2018

La caserma delle beffe: nel cantiere milionario tutto fermo dopo 7 anni

Il cantiere della caserma della Fiamme Gialle, aperto nel 2011
Il cantiere della caserma della Fiamme Gialle, aperto nel 2011

A nove anni dall’inizio dei lavori, il fabbricato della nuova caserma della Guardia di Finanza, in via Lombardia a Rovato, è rimasto come nel dicembre 2011, quando i lavori si interruppero per concordare un ulteriore investimento di 700mila euro. LA CASERMA assegnata dal ministero a Rovato, preferito a Chiari e a Palazzolo, vide partire i lavori nel 2007, con l’allora sindaco Andrea Cottinelli alla guida del centrosinistra. In tre anni l’impresa arrivò al tetto, poi la crisi e la necessità di adeguare il progetto interruppe i lavori alla vigilia delle elezioni del 2012. La vittoria del centrodestra, con Roberta Martinelli, contrario alla costruzione, fermò il cantiere per un anno, quando la spesa era arrivata a 4,2 milioni, e cercò di sciogliere la convenzione con il ministero delle Finanze. Ministero che si oppose perché la caserma, già interamente cablata, era la più moderna della Lombardia e in una posizione strategica. L’amministrazione concesse altri mesi al costruttore per completare le opere: si parlava di ultimare il tutto per l’anno successivo, con un ottimismo che non ebbe altrettanta fortuna. Nel 2013 la scoperta nel distretto di 30 milioni di fatture false e poco dopo di altri 150 milioni, rese evidente l’importanza del presidio per la Guardia di Finanza sul territorio. PASSÒ IL TEMPO e nel luglio 2015 Tiziano Belotti, primo sindaco eletto al ballottaggio, con Lega e centrodestra, si espresse criticamente sull’intera operazione: «È un’opera che non condivido, promessa da Cottinelli, che aveva i mezzi per realizzarla. Non si può tornare indietro con una convenzione firmata dal Comune, per cui sarà portata a termine. Entro due mesi vogliamo certezze su tempi dei lavori». Era quasi tre anni fa. Dopo diversi incontri con il costruttore, Belotti approvò in Giunta l’accordo con la ditta e comunicò che la situazione era stata risolta «senza pesare sulle casse del Comune e senza mettere in crisi l’azienda incassando la fidejussione». L’impresa ritornò per alcuni giorni senza finire la costruzione e, da allora, il cantiere è chiuso: della caserma non si parla, nonostante i brillanti risultati delle Fiamme gialle di Chiari che poche settimane fa hanno scoperto una truffa di un miliardo e trecento sessante milioni di euro.

G.C.C.
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