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19.04.2017

Pellegrini tornano da
Lourdes. La solidarietà
ha fatto miracoli

Un’atmosfera magica nell’attesa sulla banchina della stazione La solidarietà batte ogni fatica: 50 i pellegrini  non autosufficienti
Un’atmosfera magica nell’attesa sulla banchina della stazione La solidarietà batte ogni fatica: 50 i pellegrini non autosufficienti

Arriva con oltre 75 minuti di ritardo il treno di ritorno dal pellegrinaggio di Lourdes, organizzato dal Centro volontari della sofferenza e dai Silenziosi operai della Croce, guidati da don Luigi Garosio. Ma sui volti di chi scende dalle carrozze, alla stazione di Rovato, non c’è traccia di stanchezza, neppure per chi è stato scaricato a mano con la carrozzella dai volontari.

Carabinieri e Polizia locale di Rovato, con la Polizia ferroviaria, schierati dalle 14, hanno gestito gli spazi della stazione per consentire ad auto, bus, autobus associazioni e di parenti, alcuni arrivati dal Trentino, di essere accogliere i 530 pellegrini.

Nell’attesa, sulle banchine, si è creato un clima di solidarietà fra i gruppi di diversi paesi, in un’atmosfera molto bella nonostante il ritardo: chi si scambiava esperienze, indirizzi e numeri di telefono, chi si dava appuntamento ai prossimi pellegrinaggi.

Dai finestrini del treno all’ingresso in stazione, gli sguardi di chi arrivava cercavano e incrociavano quelli di parenti e amici in attesa. Quando il convoglio si è fermato sono scesi i pellegrini che in Francia si erano recati per pregare o per assistere parenti anziani e non autonomi, mentre volontari e crocerossine hanno raggiunto le carrozze che trasportavano oltre una cinquantina di persone con gravi problemi di salute, tre dei quali si sono recati a Lourdes in condizioni molto critiche.

Nei loro occhi brillava il sorriso: «Una settimana eccezionale - commentavano alcuni -: stiamo già pensando a quella del prossimo anno».

Dalla sua carrozzella uno dei pellegrini, Giordano di Gussago, ha raccontato: «Siamo saliti e scesi sul treno sulle spalle dei volontari: a tutti loro va il mio grazie».

Paolo Marchiori, presidente di Aisla e del Cisv, sceso sulla carrozzella sostenuta dai volontari tra gli amici di Bedizzole, ha commentato: «Una straordinaria esperienza, l’incontro di due sentimenti, il dolore e l’amore»

Infine don Lugi Garosio: «Torneremo anche il prossimo anno - ha assicurato -. Lourdes è una straordinaria esperienza di fede che affascina. L’unico aspetto complicato è l’organizzazione, ma nulla ci può fermare». G.C.C.

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