Questo sito web utilizza i cookie anche di profilazione al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Informazioni
lunedì, 23 ottobre 2017

Pellegrini tornano da
Lourdes. La solidarietà
ha fatto miracoli

Un’atmosfera magica nell’attesa sulla banchina della stazione La solidarietà batte ogni fatica: 50 i pellegrini non autosufficienti (BATCH)

Arriva con oltre 75 minuti di ritardo il treno di ritorno dal pellegrinaggio di Lourdes, organizzato dal Centro volontari della sofferenza e dai Silenziosi operai della Croce, guidati da don Luigi Garosio. Ma sui volti di chi scende dalle carrozze, alla stazione di Rovato, non c’è traccia di stanchezza, neppure per chi è stato scaricato a mano con la carrozzella dai volontari.

Carabinieri e Polizia locale di Rovato, con la Polizia ferroviaria, schierati dalle 14, hanno gestito gli spazi della stazione per consentire ad auto, bus, autobus associazioni e di parenti, alcuni arrivati dal Trentino, di essere accogliere i 530 pellegrini.

Nell’attesa, sulle banchine, si è creato un clima di solidarietà fra i gruppi di diversi paesi, in un’atmosfera molto bella nonostante il ritardo: chi si scambiava esperienze, indirizzi e numeri di telefono, chi si dava appuntamento ai prossimi pellegrinaggi.

Dai finestrini del treno all’ingresso in stazione, gli sguardi di chi arrivava cercavano e incrociavano quelli di parenti e amici in attesa. Quando il convoglio si è fermato sono scesi i pellegrini che in Francia si erano recati per pregare o per assistere parenti anziani e non autonomi, mentre volontari e crocerossine hanno raggiunto le carrozze che trasportavano oltre una cinquantina di persone con gravi problemi di salute, tre dei quali si sono recati a Lourdes in condizioni molto critiche.

Nei loro occhi brillava il sorriso: «Una settimana eccezionale - commentavano alcuni -: stiamo già pensando a quella del prossimo anno».

Dalla sua carrozzella uno dei pellegrini, Giordano di Gussago, ha raccontato: «Siamo saliti e scesi sul treno sulle spalle dei volontari: a tutti loro va il mio grazie».

Paolo Marchiori, presidente di Aisla e del Cisv, sceso sulla carrozzella sostenuta dai volontari tra gli amici di Bedizzole, ha commentato: «Una straordinaria esperienza, l’incontro di due sentimenti, il dolore e l’amore»

Infine don Lugi Garosio: «Torneremo anche il prossimo anno - ha assicurato -. Lourdes è una straordinaria esperienza di fede che affascina. L’unico aspetto complicato è l’organizzazione, ma nulla ci può fermare». G.C.C.