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15.02.2018

Picchia il parroco
per soldi: ora
è in carcere

Don Giovanni Zini: 11 giorni di prognosi dopo la violenta rapina
Don Giovanni Zini: 11 giorni di prognosi dopo la violenta rapina

Ha picchiato il parroco per estorcergli denaro, e pochi giorni dopo è addirittura tornato, come se niente fosse successo, e ha suonato il citofono della Canonica per chiedere ancora soldi. Alla fine il rapinatore è stato arrestato dai carabinieri. Ma la vicenda è davvero sconcertante. Don Giovanni Zini, il 70enne sacerdote che dal 2013 guida la parrocchia di San Giovanni Bosco a Rovato, era stato aggredito da un 29enne del paese, C.M. le sue iniziali, la sera del 3 febbraio, mentre stava chiudendo la chiesa di via Battisti. Bruttissima esperienza. Ma non era finita. IL SACERDOTE non si aspettava che il suo aggressore, martedì sera, suonasse il campanello della sua abitazione per chiedergli soldi. A quel punto non ha potuto far altro che chiamare i carabinieri «Ho ancora l’occhio nero - racconta - e mi fa male la gamba, ma quando ha chiesto ancora soldi gli ho detto di no, e poi ho chiamato il 112. Nel tempo avevo cercato in ogni modo di aiutare questo giovane, dandogli dei soldi per andare da parenti, indirizzandolo a persone che potevano assisterlo, spiegandogli che doveva darsi delle regole e rispettarle, ma non c’è stato verso». UN CASO UMANO, oltre che giudiziario, molto difficile. «Dopo l’aggressione - dice don Zini - non mi sarei aspettato che tornasse. I carabinieri mi hanno informato che lo hanno trovato alla casa di riposo: spero riesca a imparare a vivere con gli altri». Secondo il sacerdote, per queste persone è fondamentale un sistema che insegni loro a rispettare le regole: «La comunità - spiega - deve trovare modo di correggerli perché non combinino guai peggiori. Questa volta ho preso un avvocato per essere assistito e ringrazio o carabinieri e quanti mi hanno aiutato». Il giovane, reduce da tre periodi in comunità, il 3 febbraio lo ha fatto finire al pronto soccorso di Chiari prendendolo a calci e colpendolo con un pugno al volto, scappando poi per l’intervento di alcuni parrocchiani, richiamati dalla richiesta di aiuto. La prognosi del Pronto soccorso, undici giorni per «trauma facciale e contusioni arti lato destro», si è aggiunta alla tentata rapina ad aggravare la posizione del 29enne. Il perdono? «Al perdono - risponde don Zini - conclude - deve sempre seguire l’impegno di chi è perdonato». Martedì i carabinieri di Rovato, dopo la telefonata, hanno rintracciato il giovane e gli hanno notificato l’ordinanza custodia cautelare in carcere, di emessa del Gip del Tribunale di Brescia su richiesta del Pm, che aveva vagliato e condiviso i gravi indizi e le esigenze cautelari del rapporto dei carabinieri. Nel suo fascicolo c’è anche un’altra accusa per un’aggressione avvenuta nel 2016. •

Giancarlo Chiari
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