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22.02.2019

Arte camuna: collana sospesa La cultura sta finendo in saldo

Foto di gruppo per i libri della collana rimasta a metà strada
Foto di gruppo per i libri della collana rimasta a metà strada

Doveva essere un’opera monumentale, invece è rimasta una costosa per quanto interessante incompiuta che adesso viene svenduta. È la collana lanciata dal Bim e dedicata ai monumenti e alle opere d’arte della Valcamonica che si è fermata al febbraio del 2004 con l’uscita del quinto volume, che è e rimane comunque la più importante pubblicazione del genere. La nascita del progetto «Arte in Valle Camonica» si deve a Araldo Bertolini, che ne fu l’ideatore, ma anche a Enrico Tarsia e Giacomo Mazzoli, i quali nel 1980 ricoprivano la carica di presidente del cda e di presidente dell’assemblea del Consorzio dei Comuni. Senza dimenticare il talento del professor Gaetano Panazza, letterato, storico e storico dell’arte che fu il primo curatore con Bertolini. Nel primo volume firmato proprio da Bertolini e Panazza, realizzato dalla Grafo edizioni, venivano raccontati i tesori di Piancogno, Malegno, Lozio, Ossimo e Borno. Nella presentazione Tarsia e Mazzoli pensavano già al completamento dell’opera, immaginando il consenso degli amministratori del Bim e la partecipazione degli enti pubblici. Effettivamente nel maggio del 1984 venne dato alle stampe il secondo volume su Angolo Terme e Darfo Boario, realizzato dalle Industrie grafiche bresciane. Poi nell’ottobre del 1990 il terzo parte prima (Gianico, Artogne e Piancamuno), curato dal duo Bertolini/Panazza e stampato dalla Società editrice Vannini. LA SERIE continuò, e alla fine di giugno del 1994, sempre edito da Vannini, uscì il terzo libro parte seconda (Pisogne e le frazioni Fraine, Gratacsolo, Grignaghe, Pontasio, Seniga, Sonvico e Toline) di 738 pagine, il più corposo della collana. Poco prima c’era stato il cambio di presidenza al Bim, con l’avvento prima di Alberto Moreschi e di Giovanni Minelli poi, e fu nell’ottobre del 2000 con l’arrivo di Edoardo Mensi che il Consorzio stampò, con la supervisione di Bruno Passamani, il quarto volume (Esine, Berzo Inferiore, Bienno e Prestine) con l’azienda grafica La Cittadina. Sono trascorsi quasi quattro anni per l’uscita dell’ultimo «pezzo» (su Breno e Cividate) di Arte in Val Camonica, sempre curato da Passamani e La Cittadina. Da allora è sceso il silenzio, e i libri hanno conosciuto letteralmente il sottoscala. Sono infatti stati abbandonati in grande quantità alla polvere e all’umidità nel magazzino sotto la gradinata d’accesso all’ex palazzo del Bim. Poi l’assessore alla Cultura della Comunità montana Simona Ferrarini li ha recuperati e valorizzati. Per qualche tempo si è deciso di donarli a chi li richiedeva; poi di metterli sul mercato singolarmente e in blocco. Oggi i cinque volumi vengono svenduti nell’edicola brenese di Paolo Bonassi al prezzo complessivo di 100 euro e singolarmente a 25; ma è chiaro che queste opere valgono molto più. •

L.RAN.
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