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16.02.2019

Bilancio sofferente: il Comune ora vende i gioielli di famiglia

Sullo sfondo, piuttosto ravvicinato, c’è l’approvazione del bilancio di previsione, ma prima di questa scadenza, il Comune di Artogne ha fatto le prime scelte finanziarie del 2019 mettendo sul mercato quegli immobili giudicati non essenziali e funzionali alle esigenze dell’ente locale. Con la speranza di riuscire a vendere e di offrire liquidità alla cassa civica ancora in sofferenza. L’ELENCO degli immobili da vendere, redatto dalla giunta alla fine del dicembre scorso, è lungo e comprende otto unità. C’è da dire che la speranza di trovare dei compratori non è così grande, visto che per alcuni casi i bandi d’asta si stanno ripetendo negli anni senza esito. Per quello in corso il primo passo punta su tre proprietà che fanno parte del patrimonio classificato disponibile: due appezzamenti di terreno e un fabbricato rustico con annessa pertinenza. Le località in cui si trovano gli immobili sono le Maserade e via Cesare Battisti. Nel primo caso si tratta di un edificio di cinque vani e mezzo, da ristrutturare, per una superficie totale di circa 200 metri quadri, con più di mille metri di terreno attigui: la perizia di stima ammonta a 50 mila euro. Nella stessa zona viene messo in vendita pure un altro appezzamento di 2.800 metri quadri del valore di 16 mila euro. Nella seconda località si trovano invece i 1.740 metri di terreno agricolo al quale è stato assegnato un valore base di 16 mila euro. LE OFFERTE dovevano essere presentate in municipio entro l’11 febbraio con indicata la cifra in aumento rispetto alla base d’asta; l’apertura delle buste era prevista per il pomeriggio di giovedì, e adesso si attendono comunicazioni dagli amministratori comunali di Artogne; un riscontro relativamente all’esistenza o meno di un interesse concreto da parte di qualche cittadino a fare propri questi beni. Se le cifre fossero considerate poco appetibili, non rimarrà che provvedere a ulteriori tentativi di vendita a prezzi ribassati, come del resto è già successo nel passato. E il bilancio dovrà accontentarsi ancora di speranze. •

D.BEN.
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