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21.01.2018

Ex sanatori fermi al palo Il sindaco non demorde e lancia un appello a Maroni

Uno scorcio degli ex sanatori di Borno: il loro destino è un rebus
Uno scorcio degli ex sanatori di Borno: il loro destino è un rebus

«Egregio Presidente, ho deciso di scriverle confidando nella sua attenzione circa un grave problema di degrado e di immagine che il mio paese subisce da quasi cinquant’anni, da quando il complesso degli ex sanatori è stato abbandonato». Iniziava così la lettera firmata dal sindaco di Borno, Vera Magnolini, inviata nell’agosto scorso a Roberto Maroni. Nessuna risposta, un po’ di amaro in bocca e una triste realtà: i 30 mila metri quadrati di parco con strutture fatiscenti annesse non sembrano essere un problema per nessuno. Nessuno che avrebbe il potere e forse anche i soldi per firmare la svolta. Silenzio assoluto fino alla firma del protocollo per lo sviluppo della bassa Valcamonica, quando Maroni e Magnolini si sono trovati faccia a faccia e lei non ha mancato di ricordargli l’interessamento atteso e mai arrivato. Maroni ha tentato di recuperare, «mi ha detto - ha riportato il sindaco - di presentargli un progetto entro la fine del mese perchè i soldi ci sono». Ma alla fine del mese mancano una manciata di giorni e alla scadenza del mandato del presidente della Regione poco di più: «Il Comune non ha un progetto reale sulla carta - continua Magnolini -, perchè non è uno spazio suo. In questi anni sono venute avanti tante proposte, alcune assurde, altre interessanti». QUELLO CHE sta a cuore a Borno «è che il territorio venga valorizzato, vorrei si trovasse qualcosa per tutelarlo e svilupparlo». Centro wellness, centro convegni per europarlamentari, centro di recupero fisioterapico o ancora hotel di lusso con campo da golf e scuole professionali. Da queste parti si vocifera sia passato anche Silvio Berlusconi, salvo poi disinteressarsi. Quel che è certo è che per il villaggio fantasma ognuno ha la propria cura, ma nessun piano. Ma il sindaco pare intenzionato a sfruttare lo spiraglio aperto dal governatore: «Gli ho chiesto un incontro urgente». Intanto il Comune ha aperto un procedimento per riscuotere l’Imu sugli edifici pubblici, fatiscenti ma esistenti nel parco che fu luogo di cure per la tubercolosi. C.VEN. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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