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mercoledì, 21 novembre 2018

Memorie di guerra Musica e racconti attorno a un rudere

Si intitola «Qui passò la storia», e basterebbero questo e la vista dei ruderi del rifugio intitolato all’alpinista Nino Coppellotti a spiegare cosa succederà domani ai piedi del Pizzo Camino, sul territorio di Borno. Una rievocazione storica che, con la musica della banda Santa Cecilia e del coro Amici del canto, e con le parole del narratore Francesco Inversini, ricorderà la Seconda guerra mondiale sull’Altopiano. A organizzare l’evento nel centenario della fine della Grande guerra è il Cai di Borno, che fa così un regalo alla montagna, ai bornesi e a coloro che non vogliono dimenticare. «Già l’anno scorso - ricorda il presidente Davide Sanzogni - alcuni soci avevano proposto di fare qualcosa di grande, così abbiamo coinvolto la banda, il coro e altre associazioni e abbiamo chiuso il cerchio». La zona ha un grande valore storico, «ecco spiegato il titolo - commenta lo storico locale Francesco Inversini -. Lì c’era un rifugio dedicato a Coppellotti che è stato un eroe della Prima guerra mondiale che morì già il 4 novembre 1915». Il rifugio, costruito dal Cai di Brescia nel 1934, già 10 anni più tardi non c’era più: dopo l’assalto di un gruppo di partigiani in località Sedulzo, i tedeschi che avevano chiesto l’utilizzo della struttura la riempirono di dinamite e la distrussero per evitarne l’uso da parte delle forze di liberazione. DA ALLORA quella conca culla un sogno. Perché se poco più sotto è nato il rifugio Laeng, quei ruderi, donati dal Cai di Brescia al Comune di Borno nel 2012, vanno conservati. L’idea era quella di una scuola di roccia; qualcuno ha parlato di un museo della guerra e della montagna. A oggi c’è un evento che vuole e riuscirà a fare memoria. E anche questo è parte di un processo di valorizzazione del territorio su cui punta l’amministrazione comunale: «È un’eredità che abbiamo ricevuto e che non va dimenticata- conclude Sanzogni -. Un ringraziamento va al Cai, alla banda, al coro perché si sono impegnati tanto. Noi crediamo che la valorizzazione del territorio passi anche da queste manifestazioni». •