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31.07.2017

Un pugno nello stomaco
ma Aci e piloti concordano
«Non ci si deve fermare»

Il punto della drammatica uscita di stradaAuto ferme dopo la sospensione della Malegno-Borno
Il punto della drammatica uscita di stradaAuto ferme dopo la sospensione della Malegno-Borno

Il giorno dopo il terribile incidente che è costato la vita a Mauro Firmo, il commissario falciato dalla Peugeot numero 149 durante le prime prove cronometrate della 47esima edizione del trofeo Vallecamonica, è il giorno delle riflessioni, della consapevolezza del dolore. Ma anche delle domande sul futuro di questa corsa.

«Abbiamo perso uno dei tecnici più validi e appassionati del mondo dei motori - ha scritto in una nota ufficiale il presidente dell’Aci di Brescia Piergiorgio Vittorini -. Siamo vicini alla famiglia dello sfortunato commissario. L’ente che rappresento è al centro dell’organizzazione di numerose manifestazioni sportive d’eccellenza, e questo avviene grazie soprattutto alla presenza e alla collaborazione di persone come Mauro Firmo che per sua natura istintiva era consapevole dell’importanza del suo ruolo nella gestione della sicurezza».

Provato dal dramma ma determinato ad andare avanti è il direttore dell’Aci di Brescia, Angelo Centola. Dopo aver fatto visita ieri, nell’ospedale civile di Brescia, al commissario di gara veronese rimasto ferito, e dopo aver portato l’ultimo saluto a Firmo nella camera mortuaria dell’ospedale di Esine, il numero uno dell’Automobil club cittadino ha commentato così le polemiche e i discorsi sul futuro della gara bresciana: «Pensavamo di passare momenti certamente differenti ma questa è la realtà - ha ammesso con un filo di voce Centola -. La volontà di andare avanti c’è. Dovremo fare il punto della situazione con i vertici di Aci Brescia e confrontarci con la Federazione. La sicurezza è stata gestita in modo impeccabile ed encomiabile. Purtroppo queste sono tragiche fatalità che non dovrebbero capitare ma accadono».

POI IL TONO della voce si fa duro quando afferma che «noi rispettiamo più di altri mondi anche una sola persona deceduta perché la consideriamo della nostra famiglia. I caduti si onorano e si rispettano andando avanti, non cancellando il loro ricordo».

Anche nel mondo dei piloti la notizia dell’incidente mortale che ha riportato un velo di dolore sulla Malegno-Borno ha lasciato inevitabilmente il segno. Una tragedia secondo Mirko Zanardini, assente dalla gara di casa ma ultimo trionfatore della cronoscalata camuna. «Provo un profondo senso di tristezza per quanto è accaduto. Sono vicino alla famiglia dello sfortunato commissario - commenta il pilota -. È difficile trovare le parole giuste per chi, come me, in questo sport ha perso un grande fratello come Andrea Mamè. Tutti noi amanti e appassionati del trofeo Vallecamonica eravamo in estasi, felici per il ritorno della corsa al ruolo di prova del Campionato italiano: mi auguro vivamente che, nonostante questa tragedia, gli organizzatori non mollino e continuino a perseguire l’obiettivo di far rimanere viva la Malegno-Borno; così come ho fatto io continuando a correre in memoria di Andrea».

Scosso e incredulo anche Alex Caffi, vincitore di una edizione 2005 altrettanto pesante, che era stata segnata drammaticamente dalla morte di Adriano Parlamento: «Mi è tornata alla mente la mia vittoria funestata dalla scomparsa di un amico. Il motorsport è anche questo: il pericolo è dietro l’angolo. Ma questa esperienza tragica - aggiunge Caffi - non deve fermare la corsa; piuttosto deve servire per migliorare ancora di più il livello della sicurezza». F.P.

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