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lunedì, 19 novembre 2018

Arte, Remo Brindisi rivive nella retrospettiva emiliana

Il pittore Remo Brindisi

Remo Brindisi si è ricavato un posto di rilievo tra i pittori italiani del Novecento. Era nato una secolo fa a Roma, e ha lasciato tracce importanti in Valcamonica non solo attraverso le sue opere (come le famose «Venezie) rimaste nella casa del nipote Paolo Brindisi e di alcuni estimatori, ma anche, appunto, grazie alle parentele. In passato Breno aveva ospitato più volte mostre dei suoi lavori, e in queste settimane estive la pronipote Linda Brindisi, a sua volta pittrice, ha organizzato la mostra collettiva «Radici» che è stata esposta fino a venerdì nella Casa museo Remo Brindisi al Lido di Spina, nel ferrarese. Si tratta della raccolta a lui intitolata (e voluta dall’autore nel 1972) che ha visto in vetrina oltre alle sue anche le opere di autori famosi che il maestro aveva donato al Comune di Comacchio. Lo scorso marzo, la pronipote Linda aveva realizzato per l’Accademia di Brera una tesi storica sul prozio e sulla Casa museo per ricordare il centenario: un lavoro presentato lo scorso maggio anche nel Palazzo della Cultura di Breno. E sempre da maggio, nelle sale del gruppo Ubi Banca a Breno la mamma di Linda, Enrica Bellandi, ha curato l’esposizione di alcune grafiche del pittore delle Venezie. INFINE l’omaggio ferrarese, al quale ha partecipato anche la ceramista cedegolese Lella Avanzini, caratterizzata da installazioni delle diverse arti sul tema del secolo di Remo Brindisi e del binomio cromatico bianco/nero caratteristico degli interni e del design del museo. •