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07.01.2018

Cultura, primi passi verso il gestore unico

Uno scorcio dello spazio espositivo del  «Mupre» di Capodiponte
Uno scorcio dello spazio espositivo del «Mupre» di Capodiponte

Quella di domani dovrebbe essere una data significativa per il futuro dei beni culturali camuni: nella sede della Comunità montana, a Breno, verrà costituito il comitato promotore di una Fondazione pensata per la gestione integrata del patrimonio culturale territoriale. DA ANNI si lavora tra non poche difficoltà in questa direzione, e adesso l’assessore comunitario alla Cultura Simona Ferrarini e Sergio Bonomelli, presidente del Gruppo istituzionale di coordinamento del sito Unesco numero 94 «Arte rupestre di Valle Camonica», possono parlare di una svolta. Collaborando con il ministero dei Beni e delle Attività culturali e in sintonia con i Comuni, la Fondazione dovrà occuparsi dell’intero patrimonio valligiano attraverso una propria struttura organizzativa autonoma. Ora però è solo il tempo del comitato promotore, che sarà pubblico, e quindi aperto a tutti i cittadini, ai quali il presidente della Comunità, Oliviero Valzelli, Simona Ferrarini e Sergio Bonomelli hanno chiesto una quota minima d’adesione di 200 euro che serviranno per sostenerne i costi d’avvio e organizzativi. L’articolo 3 dell’atto costitutivo del comitato recita così: «...l’obiettivo della Fondazione sarà quello d’integrare la molteplicità dell’offerta culturale e turistica della valle in una proposta, anche gestionale e operativa, che coniughi gli innegabili doveri di conservazione con gli obiettivi di valorizzazione e fruizione del patrimonio, favorendo processi integrati di sviluppo economico e territoriale, anche con un significativo incremento dei visitatori». Dopo la sua costituzione, possibile già nell’anno in corso o all’inizio del 2019, il nuovo ente sarà chiamato a gestire prioritariamente e interamente i parchi archeologici e il Mupre (il Museo Preistorico nazionale della Valle Camonica), potendo contare su finanziamenti e contributi importanti. Ferrarini e Bonomelli credono fortemente nel comitato promotore, e credono che «possa lavorare per un intero anno per istituire la Fondazione di gestione o un organismo simile. Raggiunto questo obiettivo si scioglierà». • L.RAN.

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