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21.02.2018

Opere pubbliche,
il referendum
si può fare

Piazza Mercato, uno dei soggetti del referendum
Piazza Mercato, uno dei soggetti del referendum

Non è stato un percorso facile, ma alla fine di un complesso duello formale, ieri mattina il referendum comunale consultivo richiesto da un gruppo di cittadini di Breno sulle grandi opere programmate dalla giunta è stato giudicato ammissibile, e adesso basterà raccogliere 500 firme per andare al voto su ascensore per il castello, localizzazione della piscina, autosilo sotterraneo di piazza Mercato e nascita di un distretto commerciale. I quesiti sottoposti da un comitato spontaneo sono stati esaminati da una commissione ad hoc composta dal vicesindaco Alessandro Panteghini, dal capigruppo di maggioranza Lino Giacomelli, da Giampiero Pezzucchi (per la minoranza di Brenesi per Breno) e Luca Salvetti (per la minoranza della Lega), dal responsabile del servizio elettorale Sergio Vielmi e dal segretario comunale Germano Pezzoni, che ha appunto votato l’ammissibilità della consultazione. È stato proprio il funzionario del Comune con il suo sì a favorire questo primo passaggio verso l’appuntamento referendario. Uscito prima del tempo dalla sala consiliare il capogruppo di maggioranza Lino Giacomelli a seguito di un battibecco con lo stesso Pezzoni, e dopo un’ampia discussione sulle procedure e sull’interpretazione del regolamento (sono intervenuti anche i quattro componenti del comitato spontaneo), la votazione conclusiva ha dato il via. Si sono espressi a favore appunto il segretario e il capogruppo di minoranza Giampiero Pezzucchi e ha espresso il suo no il responsabile del servizio elettorale, mentre il capogruppo della Lega Luca Salvetti non ha partecipato alla votazione sottolineando dubbi e perplessità sulle procedure e sulla loro interpretazione. COME aveva annunciato in apertura di seduta, il presidente della commissione, Alessandro Panteghini, si è astenuto. Il dibattito si è arenato in particolare sulla legittimità dell’azione del componenti del comitato riguardante la presentazione in blocco dei quattro quesiti, com’è stato fatto. L’obiezione? Sarebbero stato necessario inoltrare 4 richieste di referendum da parte di più persone (sempre da 5 a 10) e quindi non in un’unica proposta ma singolarmente e sui medesimi temi (no all’ascensore per il Castello e alla creazione di parcheggi interrati in piazza Ronchi, no alla realizzazione della piscina nelle adiacenze al cimitero e no al proliferare di supermercati a Nord di Breno). •

Luciano Ranzanici
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