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martedì, 25 settembre 2018

Referendum addio Il comitato ringrazia e ironizza sul potere

Dopo aver metabolizzato (si fa per dire) il voto contrario espresso dal consiglio comunale alla proposta di consultazione popolare sulle grandi opere della giunta Sandro Farisoglio, il comitato referendario di Breno si congeda ringraziando, attaccando e ironizzando. Fabrizio Putelli e gli altri referendari esprimono gratitudine ai 540 brenesi che li hanno sostenuti con le firme, consentendo loro di presentare in consiglio la richiesta di sottoporre al voto piscina, ascensore, piazza Ronchi e grande distribuzione commerciale. Il comitato è riconoscente ai consiglieri di minoranza che hanno avallato la loro impresa, e ai funzionari e agli impiegati del Comune che con un lavoro extra hanno validato le firme. POI CAMBIANO tono ricordando che «purtroppo l’impegno profuso in circa 5 mesi è stato vanificato in pochi minuti nel corso del consiglio comunale. La maggioranza ha deliberato di cassare tutti e 4 i quesiti referendari, ha ritenuto che i fogli con le firme, controllate e validate, fossero carta straccia, ha deciso che l’ascolto delle opinioni dei brenesi è solo un’inutile perdita di tempo e ha stabilito che c’è un tempo massimo, trascorso il quale, la democrazia viene sospesa». Nel documento diffuso nelle ultime ore viene anche ricordato che «la maggioranza consiliare di Breno ha ritenuto che le decisioni assunte nelle segrete stanze siano insindacabili e indiscutibili, ha deciso che un referendum consultivo non fosse poi così bello com’era invece quando rappresentava il fiore all’occhiello di un’amministrazione che si diceva aperta alle istanze della gente, e ha impedito a tutti i brenesi di esprimere le proprie opinioni». INFINE, con una buona e comprensibile dose di amarezza ma anche con tanto orgoglio «per aver ben lavorato non contro qualcuno ma per il bene della cittadina», concludono satireggiano il potere locale facendo propria una delle citazioni cinematografiche del Marchese del Grillo, personaggio della Roma papalina: «Io sono io e voi non siete un c...». •