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17.10.2017

Tanti auguri a Vigilio
centenario coi fiocchi

Il neo centenario davanti alla torta di compleanno
Il neo centenario davanti alla torta di compleanno

Si chiama Vigilio Pedersoli, abita a Breno e stando all’anagrafe e al calendario ha doppiato in ottima forma la straordinaria «boa» del secolo di vita già qualche giorno fa, il 6 ottobre, ma per esigenze familiari la grande festa in suo onore si svolgerà più avanti, per avere tempo e modo di solennizzare i 100 anni con tutti i parenti, nessuno escluso.

L’anziano, che è della stirpe dei Pedersoli del «Dosso» (meglio conosciuto come Villaggio Pedersoli) della cittadina, e quindi brenese Doc, giorni fa ha ricevuto la visita d’auguri del sindaco Sandro Farisoglio e nell’abitazione della figlia Maria Michela a Cividate (Vigilio ha un altro figlio, Giuseppino), dove il neo centenario risiede da ormai sei anni: c’è stato il tempo per il taglio della torta e per le congratulazioni del primo cittadino.

Il protagonista assoluto, terzo di otto fratelli (quattro maschi e quattro femmine, oggi tutti scomparsi), è in buonissime condizioni di salute, ha una memoria di ferro e, assicura, anche altre qualità. Dopo averla ereditata dal nonno Giuseppe, insieme ai fratelli ha gestito dagli anni ’50 la macelleria Pedersoli, molto conosciuta per la produzione della celebre salsiccia di castrato (a lui toccava il compito di consegnarla in valle e sul Sebino a bordo di una Giardinetta con le fiancate in legno), e contemporaneamente ha lavorato alla Tassara. Ma non c’è stato solo il lavoro, purtroppo: il neo centenario ricorda nitidamente i suoi 7 anni di detenzione in India in un campo di prigionia inglese. Oggi sottolinea il suo grande amore per la moglie Mariarosa, scomparsa nel 2003, e si diverte a recitare poesie, canti popolari e anche un lungo brano del V canto dell’Inferno di Dante citando Minosse.

Nonno di tre nipoti, di tre pronipoti e di tre trisnipoti, è stato un automobilista perfetto fino a tre anni fa, e lo si vedeva quasi ogni giorno passare per Breno a bordo della sua mitica «R4» rosso fiammante. L.RAN.

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