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13.03.2018

Casa del Parco, una incompiuta Riparte la ricerca di un gestore

La casa del Parco dell’Adamello di Cevo torna sul mercato
La casa del Parco dell’Adamello di Cevo torna sul mercato

È davvero una vita difficile quella della casa del Parco dell’Adamello di Cevo: una struttura di accoglienza essenziale che fatica a decollare e che da mesi è senza un gestore. Ora il Parco ci riprova e, dopo il primo esito negativo dell’autunno scorso, il direttore Dario Furlanetto ha firmato un secondo bando di gara che scadrà il 30 marzo proprio per l’affidamento in concessione dei servizi di gestione della struttura, che si trova nella storica ex colonia Ferrari. La gestione precedente non si era rivelata propriamente positiva nelle funzioni principali, che sono quelle dell’informazione, dell’accoglienza e dell’accompagnamento dei turisti. Turisti che per anni hanno dovuto accontentarsi di pieghevoli e brochure da ritirare sui tavoli nello spazio fronte strada. Per quanto riguarda poi il ristorante, rivelatori una struttura concorrenziale nei confronti dei locali cevesi, i risultati sono stati decisamente poco gratificanti, tanto che non ha avuto seguito e lo scorso anno è stato chiuso. Ora si riparte (e il precedente dello Chalet Pineta non spalanca la porta a un grande ottimismo; basta ricordare la lunga serie di bandi andati deserti) con il tentativo di affidamento delle attività e dei servizi di tipo turistico, ricettivo, promozionale, educativo e scientifico. Una gestione completa, quindi, per un canone annuale di 6.500 euro e una concessione di nove anni della Casa-Ostello della gioventù, che si sviluppa su cinque piani, con una disponibilità di una cinquantina di posti letto su tre livelli. Qui sono stati ricavati un punto ristoro, una cucina e una sala lettura, e al piano strada il centro visite del Parco con una bella mostra mineralogica permanente, la reception e l’ufficio. ESISTE poi la possibilità dell’utilizzo di un vasto locale (100 metri quadri) nel seminterrato dell’edificio adiacente per la realizzazione di laboratori didattici. La casa del Parco è inoltre dotata di un’area esterna di circa 4000 metri quadri con bosco e giardino, di una superficie a prato e di un moderno impianto di fitodepurazione. Il razionale intervento eseguito tempo fa aveva aumentato l’offerta della struttura, con la chiesetta dell’ex colonia Ferrari trasformata in sala riunioni e per mostre. Cosa si attende il Parco da un ipotetico gestore? In estrema sintesi l’attività ricettiva secondo la formula dell’ostello, l’accoglienza di visitatori occasionali e la gestione del centro visite del Parco, l’organizzazione di programmi didattico-educativi e di accompagnamento e guida nell’area protetta, e ovviamente la manutenzione dell’immobile. •

L.RAN.
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