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12.08.2017

Ceto e Braone ostaggio
della frana in Valpaghera

Lo smottamento provocato dal maltempo a  Ceto si è rivelato più complesso da gestire del previsto
Lo smottamento provocato dal maltempo a Ceto si è rivelato più complesso da gestire del previsto

È trascorsa una giornata intensa, ma non è cambiato nulla per le decine di persone rimaste sostanzialmente intrappolate dagli effetti del maltempo nei territori a cavallo tra Ceto e Braone, in Valcamonica. La pioggia attesa per settimane ha lasciato inevitabilmente il segno sulla terra rimasta troppo a lungo a secco, e gli effetti sono racchiusi in sintesi nelle due ordinanze urgenti che i sindaci di Braone, Gabriele Prandini, e di Ceto, Marina Lanzetti, hanno firmato più o meno nelle stesse ore.

I provvedimenti stabiliscono il permanere della chiusura al traffico veicolare e pedonale sia lungo la strada agrosilvopastorale Braone-Piazze dal bivio per la località Servil fino alla località Piazze, sia lungo la strada per la Valpaghera, nel punto in cui mercoledì sera si è verificato un ampio smottamento.

ENTRAMBI i fenomeni di dissesto risalgono appunto alla giornata di mercoledì, e hanno causato l’erosione di tratti di strada al «Valzel de le Cagne», sul territorio braonese, e nella località di Ceto Ponti Lunghi: da poche ore dopo l’esplosione del doppio problema entrambi i «casi» sono al centro di un continuo monitoraggio, preceduto dai sopralluoghi effettuati dal geologo e dai tecnici della Regione. La notizia positiva è che proprio la Regione, attraverso lo Ster, ha già stanziato complessivamente 100 mila euro per il pronto intervento in entrambi i siti dissestati, e che si sta già lavorando per ripristinare al più presto la viabilità verso Piazze e la Val Paghera.

«In questo momento ci troviamo ancora in condizioni di pericolo, soprattutto nel caso di altre piogge», spiega il vicesindaco di Ceto Natale Gaudenzi a proposito del dissesto avvenuto nella valletta. «Comunque è stata incaricata un’impresa per intervenire con urgenza sul versante franato che sostiene la strada comunale per un fronte di circa 10 metri. Il problema ha interessato metà della carreggiata che attualmente rimane sostenuta dalla tubazione dell’acquedotto principale del paese, subito puntellato nelle prime ore di giovedì».

SEMPRE il vicesindaco Gaudenzi aggiunge che «a fronte dei carichi che si trova costretta a sopportare, la condotta rischia di collassare. Se succedesse aggraverebbe ulteriormente la situazione di instabilità per la fuoruscita di altra acqua in pressione. Senza contare il rischio di dover interrompere l’erogazione di acqua potabile alla popolazione e l’alimentazione alla centralina idroelettrica comunale».

Parlando del caso di Cevo, il geologo Luca Albertelli e l’ingegner Paolo Bertoni hanno predisposto a tempo di record il progetto urgente per un impegno di spesa di circa 60 mila euro: l’80% verrà finanziato dalla Regione, mentre il Comune richiederà un contributo agli enti comprensoriali.

E a Braone? Parlando della frana sul suo territorio, il sindaco Prandini ha comunicato che domani da Piazze riaprirà temporaneamente la strada per consentire il trasporto a valle con mezzi a trazione integrale delle persone che si trovano ancora nelle cascine delle località Scalassone, Piazze e Val Paghera.

Luciano Ranzanici
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