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31.12.2017

Da Piancamuno al mondo Ciocchi ha fatto ancora centro

Cristian Ciocchi sul podio dopo una delle sue vittorie
Cristian Ciocchi sul podio dopo una delle sue vittorie

Domenico Benzoni Da dipendente della «Brawo» di Piancamuno a responsabile della squadra paralimpica giovani della Beretta fucili di Gardone Valtrompia. Un traguardo raggiunto passando attraverso una medaglia d’argento al Grand prix internazionale di tiro a volo nel 2015 e nel 2016, di fatto il campionato mondiale per i tiratori diversamente abili. Senza dimenticare il podio occupato in occasione del campionato italiano categoria SG-M (riservata ai disabili agli arti superiori), la vittoria d’agosto nel campionato italiano Beretta excellence, la presenza nella Nazionale di settore e di recente l’ingresso come primo disabile nel Gruppo sportivo carabinieri. Per Cristian Ciocchi di Piancamuno, la decisione della Beretta rappresenta un ulteriore importante riconoscimento del suo talento sportivo; un talento che all’inizio era solo una passione scattata poco più di cinque anni fa, che è cresciuto gara dopo gara e che oggi è alimentato quasi quotidianamente con presenze sulle pedane di Montecampione e del trap Conca Verde di Lonato. In Valtrompia la famosa azienda costruttrice di armi ha in passato adattato per lui un fucile modello DT 11, un sovrapposto da competizione considerato tra i migliori sul mercato. Più di una volta poi ha fatto da sponsor alle gare nazionali e internazionali alle quali il tiratore camuno ha partecipato, e anche sulla base dei suoi successi, di recente ha appunto deciso di affidargli la consulenza per l’area della squadra paralimpica giovani. Con l’obiettivo di far crescere sportivamente tutti coloro che vogliono dedicarsi al tiro a volo. Ciocchi può rappresentare un esempio e sicuramente una guida preziosa nella formazione di nuovi campioni pronti a occupare una pedana di tiro, e la sua presenza è anche un messaggio; che dice a tutti che nel mondo dello sport non ci sono ostacoli; che i traguardi sono raggiungibili, basta avere talento e perseveranza. QUANDO si assiste all’infrangersi del piattello lanciato dalla fossa, la nuvola rossa che evapora nell’aria parla di leggerezza, precisione, voglia di divertirsi: tutte cose che Cristian ha trovato dal momento in cui si è dato a questa disciplina. Oggi le sue giornate trascorrono tra famiglia, pedana e lavoro, con nel cuore e nella mente la voglia di alimentare la sua passione. Ora con una importante aspettativa in più: il sogno di vedere un giorno anche qualche suo allievo salire molto in alto; magari già in occasione dei prossimi campionati paralimpici messi in calendario a Parigi. •

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