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23.11.2017

Appello dei negozianti
«Ripulite l’ex Banzato»

La fabbrica dismessa è nel cuore dell’abitato di Corna
La fabbrica dismessa è nel cuore dell’abitato di Corna

Un problema annoso, ma rimasto ad oggi irrisolto. È quello della ex Banzato, lo stabilimento ferriero che oggi vegeta, abbandonato e invaso dalla fitta vegetazione, nel cuore di Corna a Darfo. Così i commercianti della zona sono tornati all’attacco chiedendo a sindaco e amministrazione, con una lettera, «un po’ di attenzione al tema». Non è un attacco politico, «avremmo agito così con qualsiasi amministrazione - precisa Cristina Pedersoli, portavoce dei commercianti -solo chiediamo chiarezza su un problema che si protrae da almeno vent’anni». Venduto a una società immobiliare una decina d’anni fa, è finito in tribunale per la divisione delle spese, delle colpe e delle responsabilità tra bonifica e messa in sicurezza di un’area che è tutta da rifare. «Chiediamo all’amministrazione se sa di chi è la proprietà e se questa o il Comune stesso possano ripulire almeno la zona più a contatto con l’abitato e la zona commerciale», che lì ci vedrebbe bene dei parcheggi per sopperire alla mancanza di questi nell’area più a nord de «La Cittadella».

«Gli uffici, la caserma, i sindacati, le banche, è tutto a Corna - continua la referente - e nonostante sia cresciuto anche l’abitato non si è andati di pari passo con i posti auto».

Commercianti che si dicono «costretti a pagare in prima persona questo menefreghismo» che è sfociato in vegetazione cresciuta a dismisura, topi e qualcuno dice «anche alcuni Rom che si sono accampati nella zona». Nessun grande investimento «chiediamo solo venga preso in consegna un pezzo di quest’area immensa perché così com’è non è certo un gran biglietto da visita per la nostra città e di farci un parcheggio, sicuro e comodo».

Ma il Comune, a fare un parcheggio, anni fa ci aveva già provato, non fosse che nell’area, «che era stata poi interdetta dall’allora Asl - come racconta il sindaco Ezio Mondini - perché soggetta a bonifica», erano state ritrovate anche delle tombe che avevano richiamato la Soprintendenza. «Il problema è che anche noi siamo nel bel mezzo di questa situazione - continua Mondini -. L’eterno problema è individuare chi sia il proprietario, ci stiamo provando perché siamo consapevoli di tutti i problemi che ci vengono sottoposti relativi a quell’area». C.VEN.

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