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14.02.2018

Arte rupestre,
il mondo a Darfo per
un congresso planetario

Una delle grandi rocce incise della Valcamonica
Una delle grandi rocce incise della Valcamonica

A volte ci si dimentica che la Valcamonica occupa un posto di primo piano a livello mondiale per l’importanza del suo immenso patrimonio di graffiti pre e protostorici. A ricordarlo provvede, per esempio, il fatto che sarà Darfo Boario a ospitare a fine estate, dal 29 agosto al 2 settembre, la ventesima edizione del congresso internazionale di arte rupestre: l’«Ifrao». Si tratta di un appuntamento rivolto a 80 mila studiosi sparsi per il pianeta, molti dei quali arriveranno nella terra che ospita il primo sito rupestre mondiale diventato patrimonio dell’Unesco già nel 1979. L’evento potrebbe essere non solo per Darfo, ma per tutta la valle, un volano importante in chiave turistica. Insomma studio ma non solo: chi arriverà potrà approfittare di numerosi tour organizzati per calare nella realtà camuna chi verrà anche da molto lontano. «Verranno dalle Americhe, dall’Australia e dal Medio Oriente - anticipa Tiziana Cittadini del Centro camuno di studi preistorici che sta gestendo i contatti -, arriveranno con tante cose nuove da raccontare e condividere (per ora ben 60 ricerche), che ci indicheranno come l’arte rupestre sia stata il primo segnale culturale dell’uomo a livello planetario». SCAVANDO nel tempo c’è ancora tanto da scoprire e chi è affascinato da questo mondo non può che restare stupito: «Allo stato attuale delle ricerche abbiamo datato intorno al 55-60mila avanti Cristo le prime manifestazioni artistiche, questo vuol dire che l’uomo è nato insieme all’arte e l’arte insieme all’uomo. La Valcamonica è in una fase molto più vicina a noi: attorno al 10mila/8mila a.C.». Anche questo congresso darà alla Valcamonica lo spunto per tornare a parlare di futuro dell’arte rupestre. Mentre si imbastisce quella fondazione che dovrebbe promuovere finalmente in modo unitario tutto il mondo delle incisioni, il sindaco di Capodiponte Francesco Manella, recentemente confermato alla guida dell’assemblea dell’associazione nazionale «Città e siti Unesco», ha offerto un altro spunto di visibilità al territorio proponendo che l’assemblea 2019 dell’associazione si svolga proprio a Capodiponte. Anche per Manella «il ventesimo congresso mondiale è da una parte motivo di orgoglio, dall’altra un altro spunto per crescere ancora e farsi conoscere». Intanto Darfo Boario è pronta per un congresso che, con gli italiani di ciclismo, sarà l’evento più importante dell’estate. •

Claudia Venturelli
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