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01.08.2018

Arte rupestre, la valle al centro del mondo

L’arte rupestre mondiale ospite di quella della Valcamonica
L’arte rupestre mondiale ospite di quella della Valcamonica

Da primo sito Unesco di arte rupestre riconosciuto a sede del più importante congresso mondiale (il ventesimo) che dovrà dettare la linea per i prossimi anni di ricerche e catalogazioni, creando reti e cercando strumenti per condividere le modalità di lavoro. «Ifrao», il seminario che dal 29 agosto al 2 settembre invaderà Darfo Boario, si annuncia come «un’occasione forse unica - commenta Tiziana Cittadini, direttrice del Centro camuno di studi preistorici -. La Valcamonica ha fatto da apripista per i riconoscimenti mondiali dell’arte rupestre nel 1979, e ancora una volta si trova protagonista di un evento che porta sulle spalle anche la responsabilità verso il futuro». IL CONGRESSO porterà qui ben 500 relatori internazionali e 600 comunicazioni sull’arte rupestre - la prima forma di «scrittura» dell’uomo - e le nuove scoperte: dalle statue stele alpine ai deserti australiani. «Saranno organizzate in 35 sessioni e sono aperte al pubblico, per cui chi vuole partecipare può farlo scaricando il programma sul sito www.ccsp.it». Le sessioni sono organizzate per analizzare tre temi: la gestione della conservazione, le caratteristiche mondiali e la costituzione di reti che facilitino la partecipazione a bandi e progetti». Fare rete è il filo conduttore, e l’obiettivo è «portare l’attenzione mondiale sull’arte rupestre, che ha un intervallo temporale ormai enorme, di 50 mila anni, e che è il più importante patrimonio della nostra specie». Un evento di portata internazionale che potrebbe, secondo le stime, portare a Darfo 150 mila persone, con studiosi provenienti da cinquantadue Paesi, Americhe e Australia, Europa e Italia. Per la prima volta poi ci saranno rappresentanti anche di Algeria, Oman e Iran. «Questo è stato ed è un fenomeno mondiale che copre tutti i continenti - chiude Cittadini - ed è l’espressione principe delle origini dell’uomo». Il congresso avrà ricadute sul patrimonio archeologico della valle, sul turismo e sull’economia, e si stima che gli iscritti lasceranno sul territorio un milione di euro. ALLA PRESENTAZIONE ieri mattina in Regione c’erano anche Stefano Bruno Galli, assessore lombardo alla Cultura, Sergio Bonomelli, presidente del Gruppo istituzionale di coordinamento del sito Unesco 94, e Angelo Fossati, segretario generale del congresso Ifrao, che ha spiegato come questo evento sia «un riconoscimento alla qualità e alla portata delle ricerche svolte in Valcamonica, al lavoro di valorizzazione e conservazione del patrimonio, alla tenacia nell’organizzazione di siti aperti alle visite». •

Claudia Venturelli
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