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sabato, 22 settembre 2018

Bàla a creèla, la riscoperta passa anche dalle «figurine»

Un ritocco suggestivo per una immagine della bàla a creèla

La bàla a creèla come parte del patrimonio immateriale italiano da inserire nell’Archivio di etnografia e di storia sociale della Regione? È l’obiettivo che stanno inseguendo il Distretto culturale della Valcamonica e alcuni Comuni in cui questo antico gioco popolare, rilanciato con forza anche in Valsabbia, è stato riscoperto ed è tornato a essere praticato (Artogne, Darfo con le frazioni Angone, Erbanno e Montecchio, Gianico e Ono san Pietro). La bàla a creèla o bàla a tèt (come viene chiamata a Ono San Pietro) è da tempo al centro di alcuni tornei fra paesi, e un importante impulso in questa direzione è venuto dallo storico di Gianico Gianfranco Comella, che ne ha scritto un libro (Bàla creèla, l’antico giuoco di piazza in Valle Camonica), e dal film maker e collaboratore di Bresciaoggi Stefano Malosso. Ma non basta per raggiungere i risultati previsti. Così la presidente del Distretto culturale, Simona Ferrarini, spiega che il progetto «prevede altre varie attività per la rivitalizzazione di questa pratica sociale; ovvero l’organizzazione di tornei e di manifestazioni didattiche e ricreative in grado di coinvolgere le comunità locali». INSOMMA: prima di tutto l’incremento delle partite mettendo a confronto squadre dei Comuni con tanto di colori e loghi sociali; poi, imitando una tradizione fortunatissima, il coinvolgimento delle scuole con la distribuzione ai ragazzini di album per la raccolta di figurine con le fotografie dei giocatori allo scopo di «creare attraverso il gioco un nuovo legame generazionale in una vallata che sa guardare al futuro valorizzando la propria identità storica». Intanto, oggi pomeriggio nella piazzetta di Angone, uno dei paesi in cui il Gruppo sportivo di casa ha recuperato la bàla creèla, nella cornice della sagra dell’anatra ci sarà anche un torneo. Questo che si tiene nella frazione di Darfo sarà l’autentico banco di prova per registrare, riattualizzare e documentare il gioco, riprendendo le immagini dei giocatori che saranno poi trasferite nelle figurine. Sempre ad Angone, il Gs ha costituito quattro anni fa una squadra agonistica formata da ragazzi che ripercorrono le gesta di chi prima di loro ha vestito le maglie dell’associazione molti anni fa. •