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18.10.2017

Carburanti al posto del prato
Gli ambientalisti dicono basta

L’area verde di Darfo che potrebbe ospitare un distributore
L’area verde di Darfo che potrebbe ospitare un distributore

C’è una grande area agricola produttiva a fianco del centro commerciale «Adamello» di Darfo; un’area che potrebbe presto cambiare aspetto (e colore). All’inizio dell’anno il Comune ha avviato la procedura che consentirebbe alla srl Sermark centri commerciali di costruire un nuovo distributore di carburanti, che andrebbe a sostituire quello esistente sul lato opposto della strada oggi in gestione a terzi.

Lo realizzerebbero «dove adesso c’è un prato e pascolano le mucche», ricorda Rosa Pedersoli dell’Osservatorio territoriale darfense, «attuando un consumo di suolo prezioso in contraddizione con la politica di salvaguardia auspicata dalla Regione e dal Comune nelle proprie linee programmatiche». Nel Pgt l’area (già di proprietà Sermark) è oggi classificata come verde attrezzato e per la realizzazione del distributore serve una variante: «Non riteniamo indispensabile quest’opera - continua Pedersoli -; potrebbero ingrandire il distributore che c’è già, oppure utilizzare la zona parcheggio già della Sermark e la zona abbandonata ma in vendita a uso commerciale, così da salvaguardare il verde».

Sul tavolo c’è un impianto da duemila metri quadrati con dieci pompe, che oltre a benzina e diesel erogherebbe metano e offrirebbe anche colonnine per le ricariche dei mezzi elettrici, «ma noi crediamo che un nuovo grande distributore non sia necessario per Darfo, e che comporti un impatto significativo sulla viabilità intorno al centro Adamello già critica», continuano dall’Odt.

INTANTO la società ha chiesto di posticipare di un paio di mesi la conferenza dei servizi che era stata fissata il 13 novembre, forse per riflettere, forse per cambiare i piani. Qual che è certo è che la variante al Pgt dovrà passare in consiglio comunale per l’approvazione definitiva: «L’iter è già avanzato - spiega il sindaco Ezio Mondini -, ma siamo pronti al dialogo, anche a capire con la società se ci sono delle alternative come l’ampliamento dell’area attualmente occupata».

«La frazione di Bessimo - continua l’Osservatorio - è già stata soggetta a interventi invasivi come il centro Adamello, la cava Burlotti e Pezzotti rottami e non merita la perdita di altro verde. Serve un atto di coraggio. Chiediamo all’amministrazione una scelta dirimente, non le costa nulla perchè questo è prato destinato al servizio pubblico, non a quello privato». Intanto nei prossimi giorni partirà un volantinaggio su questo caso, e non si esclude il lancio di una raccolta di firme.

Claudia Venturelli
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